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Starship V3: il primo volo di prova conferma le modifiche tecniche e il rilascio di payload

Starship V3: il primo volo di prova conferma le modifiche tecniche e il rilascio di payload

Starship V3 di SpaceX ha superato un test suborbitale critico, dimostrando la stabilità del volo nonostante un motore inattivo e consegnando payload utili per la raccolta dati

Il nuovo esemplare della famiglia Starship, indicato come Starship V3, ha completato un volo di prova suborbitale partendo dalla base Starbase a Boca Chica, Texas. Lo scopo dell’esercitazione era verificare le modifiche strutturali e propulsive apportate sia allo stadio superiore, la Ship, sia al primo stadio Super Heavy, oltre agli aggiornamenti ai motori Raptor.

In questa fase sperimentale non è stato tentato il recupero degli stadi, scelta coerente con l’obiettivo di raccogliere dati e valutare la tenuta dei sistemi in condizioni operative reali.

Durante la missione la navicella ha mantenuto una traiettoria stabile anche se uno dei sei motori della Ship è risultato fuori servizio: l’evento non ha compromesso il profilo di volo.

Il programma prevedeva il rilascio in serie di venti simulatori di satelliti Starlink e, come strumento diagnostico, due unità modificate dotate di telecamere finalizzate a filmare lo scudo termico durante il rientro. Il veicolo è poi ammarato nell’Oceano Indiano secondo il piano, mentre il primo stadio ha effettuato l’ammaraggio programmato nel Golfo del Messico.

Il test e la sequenza di volo

La prova è stata pensata come un volo suborbitale di verifica: dopo il decollo il Super Heavy ha svolto la sua fase di spinta, con separazione regolare dallo stadio superiore. Il booster ha poi proseguito per l’ammaraggio controllato nel Golfo del Messico, mentre la Ship ha completato un profilo più esteso prima di rientrare nell’area di ammaraggio nell’Oceano Indiano, a nord-ovest dell’Australia. Durante la fase di rientro erano previste riaccensioni di motore per testare manovre di controllo e la telemetria ha trasmesso in tempo reale dati relativi alla temperatura e alle sollecitazioni del guscio protettivo.

Fasi chiave del lancio

Nel corso della missione la Ship ha eseguito operazioni programmate, come il rilascio progressivo dei 20 simulatori Starlink e l’attivazione delle due sonde-camere sullo scudo termico. Il fatto che uno dei sei motori della Ship non fosse operativo è stato gestito dai sistemi di controllo, che hanno riequilibrato la spinta e la traiettoria. La scelta di non tentare il recupero dei componenti principali è stata dettata dalla natura sperimentale della V3, dove il prioritario è stato acquisire informazioni utili per voli futuri, compresi quelli con equipaggio.

Le novità tecniche della versione V3

La versione V3 introduce aggiornamenti sostanziali: il Super Heavy presenta motori Raptor ridisegnati per maggiore spinta, mentre la Ship dispone di nuovi portelli di aggancio per il rifornimento in orbita, sistemi di assetto migliorati e un rivestimento termico rivisto per il rientro atmosferico. Anche la base di lancio a Boca Chica è stata adeguata per le esigenze della nuova generazione. Queste modifiche mirano a rendere il sistema idoneo a missioni di lunga durata e ai profili operativi previsti nell’ambito dei programmi lunari e interplanetari.

Il ruolo del rifornimento in orbita

Un aspetto critico evidenziato durante i test è la necessità del rifornimento in orbita per raggiungere la Luna e sostenere atterraggi successivi. La capacità di ricevere propellente da un’altra Starship in orbita terrestre bassa è considerata indispensabile per i piani congiunti con la NASA per il ritorno sulla Luna. Senza questa tecnica di rifornimento il profilo di missione previsto per i programmi Artemis non sarebbe realizzabile; in particolare, Artemis 3 e la successiva Artemis 4 fanno affidamento su rendezvous e rifornimenti orbitalmente eseguiti.

Contesto storico e prospettive

Il percorso di test della famiglia Starship è iniziato con il primo lancio del 20 aprile 2026, seguito dal volo del 18 novembre 2026 e da successive prove nel 2026 e 2026 che hanno alternato insuccessi e successi tecnici. Tra le tappe più rilevanti si ricordano il rientro controllato del quarto volo nel giugno 2026 e la storica cattura del booster con i grandi bracci meccanici il 13 ottobre 2026. Il volo 11 del 13 ottobre 2026 ha rappresentato un punto di svolta per la generazione V2, aprendo la strada al debutto della V3. Ogni test fornisce dati essenziali per la progettazione delle piastrelle e per ottimizzare il rivestimento protettivo in vista di missioni con equipaggio.

In sintesi, il volo di prova della Starship V3 rappresenta un passo significativo nel programma di SpaceX: non solo ha dimostrato la resilienza del veicolo di fronte a guasti parziali, ma ha anche consegnato payload diagnostici utili per migliorare lo scudo termico e le procedure di rifornimento. I risultati raccolti nelle settimane successive al lancio saranno fondamentali per pianificare le prossime prove e per allineare la traiettoria del programma con gli obiettivi lunari della NASA.