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Strage di Rigopiano, la sentenza della Corte d’Appello: tre condanne e cinque assoluzioni

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Appello bis per la strage di Rigopiano: tra condanne e assoluzioni, il dolore delle famiglie.

Nove anni dopo la valanga che travolse l’hotel Rigopiano, causando 29 vittime, la Corte d’Appello di Perugia ha emesso il verdetto del processo bis: tre condanne e cinque assoluzioni tra dirigenti e amministratori pubblici. La sentenza sulla strage evidenzia le responsabilità di alcuni funzionari regionali, ma lascia senza colpe altri protagonisti.

Strage di Rigopiano, appello bis: tre condanne e cinque assoluzioni tra i dirigenti pubblici

Dopo dieci ore di camera di consiglio, la Corte d’Appello di Perugia ha pronunciato la sentenza nel processo bis relativo alla tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola, in Abruzzo, dove il 18 gennaio 2017 una valanga travolse la struttura, causando la morte di 29 persone tra ospiti e personale.

Come riportato dall’Ansa, tre ex dirigenti della Regione Abruzzo — Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci — sono stati condannati a due anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e crollo colposo aggravato, mentre cinque imputati, tra cui l’ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e i dirigenti regionali Sabatino Belmaggio, Emidio Primavera e Carlo Giovani, sono stati assolti.

La Corte ha inoltre dichiarato prescritte alcune posizioni di funzionari della Provincia di Pescara e del comune di Farindola. Il procuratore generale Paolo Barlucchi ha commentato che “per la prima volta si riconosce l’inerzia e la responsabilità di una pubblica amministrazione per una tragedia”, sottolineando come questa sentenza rappresenti un precedente importante per l’Italia.

Tre condanne e cinque assoluzioni nell’appello bis di Rigopiano: reazioni istituzionali e familiari

La decisione della Corte ha provocato forti reazioni emotive. L’avvocato Romolo Reboa, legale di alcune famiglie delle vittime, ha dichiarato che “l’inettitudine della pubblica amministrazione può uccidere” e ha chiesto che il bilancio della Regione Abruzzo venga rettificato per risarcire subito le famiglie colpite. Anche il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha espresso solidarietà verso i familiari e i superstiti: “Nessuna decisione giudiziaria potrà mai restituire le vite perdute, né cancellare la ferita profonda che quella tragedia ha lasciato nella comunità abruzzese e nel cuore di tutto il Paese”.

Il percorso giudiziario della strage di Rigopiano, iniziato nove anni fa, è stato complesso e articolato: tra condanne, assoluzioni e prescrizioni, ha messo in luce non solo le responsabilità individuali ma anche le lacune nella prevenzione e nella gestione dei rischi da parte delle istituzioni. Come ha sottolineato Barlucchi, si tratta di “un riconoscimento parziale, ma necessario” affinché ogni pubblico funzionario sappia che l’inerzia non esonera dalle responsabilità del proprio incarico.