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"Anche in Italia servirebbe", Ilaria Salis sostiene il movimento degli studenti che sta devastando la Francia

"Anche in Italia servirebbe", Ilaria Salis sostiene il movimento degli studenti che sta devastando la Francia

Studenti francesi scendono in piazza, incendiando licei e lanciando un appello per una mobilitazione nazionale il 6 ottobre.

Le proteste studentesche sono esplose nella settimana scorsa nei quartieri periferici di Parigi e si sono diffuse rapidamente a tutta la Francia, coinvolgendo licei, università e persino alcuni edifici pubblici. Gli studenti denunciano classi sovraffollate strutture scolastiche fatiscenti e condizioni di lavoro difficili per il personale, chiedendo una revisione urgente dell’intero sistema educativo.

Secondo le autorità, più di 600 licei hanno aderito al movimento e si sono registrati oltre 900 cortei spontanei in città di ogni dimensione.

I numeri dei feriti contano decine di giovani e agenti di polizia, mentre le forze dell’ordine hanno fermato centinaia di manifestanti, per lo più minorenni. La situazione resta estremamente tesa e gli episodi violenti si sono moltiplicati in pochi giorni.

Incendi e aggressioni a Marsiglia: il caso del liceo Victor-Hugo

Il caso più drammatico si è verificato a Marsiglia dove quattro membri della dirigenza del liceo Victor-Hugo – preside, vice-preside, segretaria generale e un responsabile – sono stati aggrediti e costretti a subire il getto di benzina.

L’attacco è stato parte di un tentativo di incendio doloso che ha rischiato di trasformarsi in un vero e proprio rogo. La reazione delle autorità regionali è stata di condanna ferma, definendo l’evento un “superamento di limite inaccettabile”.

Altri episodi di violenza in Francia

Le tensioni non si sono limitate a Marsiglia. A Lille e Nizza si sono registrati incendi contro edifici scolastici, mentre a StrasburgoBordeaux e Lione sono scoppiati scontri tra manifestanti e polizia.

Nel dipartimento di Pas-de-Calais sono stati effettuati 37 arresti mentre tra Nizza e Antibes le forze dell’ordine hanno fermato 50 persone. A Auchel un dirigente scolastico è rimasto ferito dopo un petardo. In totale, le autorità hanno segnalato 18 persone fermate nella regione di Nelson Mandela, dove è scoppiato un incendio interno al liceo.

Reazioni di governo, sindacati e movimenti politici

Il primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato d’urgenza una cellula di crisi interministeriale presso il Ministero dell’Interno, denunciando un “movimento fomentato” dalla gauche radicale di Jean-Luc Mélenchon. Il Ministro della Pubblica Istruzione ha annunciato un incontro con i rappresentanti dei sindacati studenteschi per valutare le richieste. Il partito France insoumise ha respinto le accuse, definendo le proteste “legittime e necessarie”. Parallelamente, la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen ha attribuito la responsabilità a Mélenchon, sostenendo che il partito incita i giovani alla violenza.

Nel frattempo, l’eurodeputata francese Ilaria Salis ha commentato la situazione sul suo profilo X il venerdì 2 ottobre 2026 scrivendo: “Evviva il movimento studentesco!”. Salis ha sottolineato che anche in Italia le condizioni delle scuole – strutture degradate, classi sovraffollate e personale sotto pagato – giustificherebbero una mobilitazione simile.

Prospettive per il 6 ottobre: nuova giornata nazionale

Le organizzazioni sindacali dei lavoratori, unite a quelle degli insegnanti e degli studenti, hanno lanciato un appello per una giornata nazionale di mobilitazione il 6 ottobre. L’obiettivo è concentrare le proteste su richiesta di maggiori risorse per la scuola pubblica, la fine dei tagli di bilancio e la garanzia di condizioni di lavoro dignitose per il personale docente. Le autorità hanno avvertito di possibili chiusure preventive dei licei più critici, mentre le forze dell’ordine si preparano a gestire eventuali nuovi scontri.

Il quadro attuale rimane altamente volatile: gli incendi, le aggressioni e gli arresti hanno già provocato danni ingenti e una forte polarizzazione politica. La capacità di dialogo tra governo, sindacati e movimenti studenteschi sarà fondamentale per evitare un’escalation ulteriore e per trovare una risposta strutturale alle richieste dei giovani.

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