Secondo le fonti, la delegazione è arrivata in due gruppi separati viaggiando attraverso due paesi asiatici. Sotto strette misure di sicurezza, domenica sera hanno tenuto un incontro a porte chiuse presso la residenza di un alto leader del Movimento Islamico. All’incontro hanno partecipato l’Incaricato d’Affari iraniano in Sudan, Mohammad Hassan Khairi, e diverse figure politiche di spicco, tra cui Ahmed Haroun.
La delegazione avrebbe consegnato un messaggio della leadership iraniana in cui si esprime apprezzamento per la posizione del Sudan durante la recente escalation che ha coinvolto gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il messaggio ha inoltre ribadito l’intenzione di Teheran di ampliare la propria partnership strategica con le autorità di Port Sudan, che include la riattivazione di accordi di cooperazione militare firmati in precedenza.
Le discussioni durante l’incontro si sono concentrate sull’accelerazione dei piani per stabilire una base navale iraniana sulla costa del Mar Rosso, hanno osservato le fonti. Ciò si basa su precedenti intese raggiunte tra i ministri degli esteri dei due paesi nel febbraio 2025, che includevano una proposta per la costruzione di una struttura militare nell’area di Oseif, nello Stato del Mar Rosso.
La visita non annunciata si svolge sullo sfondo di un Medio Oriente gravemente destabilizzato in seguito allo scoppio di un conflitto diretto tra Israele, Stati Uniti e Iran alla fine di febbraio 2026. A seguito degli attacchi aerei coordinati di Stati Uniti e Israele contro le infrastrutture iraniane — che avrebbero provocato la morte della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei — la sicurezza marittima globale è precipitata in una crisi profonda. Con lo Stretto di Hormuz che affronta un’escalation militare senza precedenti e interruzioni delle spedizioni, l’attenzione internazionale si è rapidamente spostata verso ovest in cerca di corridoi marittimi alternativi.
Di conseguenza, il Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb sono riemersi come punti nevralgici critici in questo conflitto in espansione. Gli operatori marittimi temono che Teheran possa utilizzare i suoi alleati regionali, compresi gli Houthi dello Yemen, per interrompere il traffico in rappresaglia agli attacchi. In questo ambiente instabile, la costa strategica del Sudan ha acquisito un immenso valore geopolitico; per le Forze Armate Sudanesi, lo sfruttamento di Port Sudan offre un’ancora di salvezza diplomatica e militare vitale nel mezzo della guerra civile in corso nel paese, mentre per l’Iran, un punto d’appoggio navale sul Mar Rosso consoliderebbe la sua profondità strategica su un’arteria commerciale globale vitale.
In mezzo a queste crescenti tensioni regionali, entrambe le parti avrebbero sottolineato l’importanza del progetto della base per rafforzare la sicurezza regionale e salvaguardare le rotte di navigazione marittima. Le fonti hanno indicato un impegno reciproco ad espandere la collaborazione militare e a firmare ulteriori accordi nel prossimo futuro.
Né il governo sudanese né i funzionari iraniani hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito a questi incontri, che sono stati inizialmente portati alla luce dai media locali.
Le relazioni diplomatiche tra le due nazioni sono state ripristinate dal Presidente del Consiglio Sovrano di Transizione sudanese, il tenente generale Abdel Fattah al-Burhan, nel luglio 2024, dopo essere state interrotte nel 2016.