Durante la notte di lunedì, una cascata di attacchi informatici ha colpito i sistemi di refrigerazione di numerosi supermercati in diversi Paesi europei. Le temperature dei congelatori sono aumentate bruscamente, in alcuni casi fino a 50°C, costringendo i negozi a eliminare intere scorte di prodotti surgelati e a subire perdite ingenti.
L’ondata di attacchi che ha paralizzato la catena del freddo
Le indagini preliminari indicano una campagna coordinata che ha preso di mira il software di controllo remoto dei frigoriferi. Gli hacker, operando da reti esterne, hanno alterato i parametri di temperatura, provocando il surriscaldamento dei banchi refrigerati. Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha definito l’accaduto “profondamente preoccupante” e ha avvertito che, sebbene la sicurezza alimentare non sia ancora a rischio, lo spreco di prodotti e l’impatto economico sono reali.
I casi più eclatanti: Svezia, Belgio, Estonia e Sicilia
In Svezia, le catene Ica e Coop hanno dovuto chiudere i punti vendita al mattino perché i congelatori hanno registrato un improvviso balzo di temperatura. Il responsabile di uno store del sud, Dennis Vidal, ha riferito di aver dovuto svuotare i freezer, constatando che il cibo era già rovinato.
Belgio
Nel Paese belga, la catena Delhaize ha segnalato aumenti di temperatura fino a 15°C in diversi negozi, tra cui Malonne, Pont-à-Celles, Le Rulx e Ath. Carrefour, Intermarché e altri rivenditori hanno riportato problemi analoghi, anche se limitati. I tecnici hanno dovuto ricorrere a camion refrigerati per limitare le perdite, mentre le autorità hanno avviato indagini per identificare la fonte dell’attacco.
Estonia
Secondo le informazioni della rete pubblica Err, gli hacker hanno avuto accesso al sistema di una grande catena locale, modificando a distanza la temperatura di un congelatore fino a 50°C. Uno dei negozi Selver è stato costretto a buttare via una consistente quantità di prodotti surgelati.
Sicilia
In Italia, l’attacco ha coinvolto diversi punti vendita Coop gestiti dal gruppo Radenza a Catania e Palermo. L’interferenza, avvenuta intorno alle 4 del mattino, ha alterato i parametri dei banchi refrigerati, provocando il deperimento della merce. Il direttore generale Giuseppe Spadaro ha confermato l’attivazione dei protocolli di indagine con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e la Polizia postale.
Risposta istituzionale: il vertice a Palazzo Chigi e le raccomandazioni dell’Acn
Martedì alle 11:30, al Palazzo Chigi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha coordinato una riunione urgente con il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) e i responsabili delle agenzie di intelligence Aisi e Aise. L’obiettivo è stato analizzare l’entità dell’attacco e definire le misure da adottare a livello nazionale.
L’Acn ha intensificato il monitoraggio degli impianti di refrigerazione industriale e ha consigliato alle aziende di verificare la presenza di sistemi di controllo esposti su Internet, isolandoli in reti protette, rafforzando gli accessi VPN e introducendo l’autenticazione a più fattori. Inoltre, è stata sottolineata l’importanza di aggiornare o sostituire dispositivi non più supportati dai produttori, in particolare quelli ancora collegati a reti 4G.
Il vertice ha rimandato la questione alla prossima seduta della Commissione Europea, dove i commissari discuteranno le implicazioni per la sicurezza alimentare e le potenziali misure a livello comunitario. Nel frattempo, le autorità nazionali stanno lavorando per ricostruire la traccia degli attacchi e valutare eventuali connessioni tra i diversi Paesi colpiti.
