L’Italia è sotto la morsa della terza ondata di caldo, con temperature record specie al Centro Sud, con picchi anche di 42 gradi. Le elevate temperature possono essere un rischio per la salute non solo di cittadini e turisti, ma anche di tutti i lavoratori che operano all’aperto. Ecco quindi la nuova ordinanza.
Emergenza caldo: le temperature record sono un rischio per la salute
Al Nord i primi temporali hanno portato un pò di refrigerio, anche se il caldo record è destinato a durate almeno sino alla prossima settimana. Le temperature così elevate rappresentano un serio rischio per la nostra salute, per questo si consiglia sempre nelle ore più calde di non uscire.
Proprio per questo motivo è stata emessa una ordinanza per tutelare coloro che lavorano all’aperto, dai rider ai giardinieri, agli operai e ai fattorini. Ma ecco i dettagli.
Temperature record, stop ai lavori nelle ore più calde: l’ordinanza
Contro il caldo, a partire dal 15 luglio, nel Lazio entrerà in vigore un ampliamento delle misure previste dall’ordinanza regionale contro il caldo, con l’estensione dello stop alle attività lavorative nelle ore più calde della giornata anche ad altre categorie considerate maggiormente esposte.
La sospensione delle attività, dalle 12.30 alle 16.00 riguarderà quindi anche anche i giardinieri, gli operai impegnati nei cantieri stradali e i fattorini addetti alle consegne, anche coloro che svolgono il servizio usando biciclette o motocicli. Il provvedimento è stato firmato dal presidente della Regione Francesco Rocca. Ricordiamo che l’ordinanza era già applicata al comparto agricolo e florovivaistico, ai cantieri edili e al settore delle consegne. Ora sono incluse ulteriori attività caratterizzate da un’elevata esposizione al caldo. Tra queste figurano la manutenzione del verde, i cantieri stradali, lo sfalcio dell’erba, le attività di verifica sui ponti, tutte le attività estrattive, comprese quelle svolte nelle cave, la logistica di piazzale e la consegna delle merci. L’ordinanza resterò in vigore sino al 15 settembre 2026. La soddisfazione della Cgil: “Il nuovo provvedimento rafforza le tutele già introdotte e recepisce molte delle richieste che abbiamo avanzato, garantendo maggiore chiarezza e una protezione più ampia.”
