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Decreto Bollette e mancata approvazione nel CdM: svelato il motivo del ritardo

Decreto Bollette e mancata approvazione nel CdM: svelato il motivo del ritardo

Foto: IPA

Il decreto bollette non è ancora stato approvato dal Consiglio dei Ministri, svelati i motivi dello slittamento di uno degli aspetti più importanti della nuova manovra.

Il Decreto Bollette è uno degli aspetti più importanti della nuova manovra del governo poiché va a toccare uno degli aspetti più tangibili per le tasche dei cittadini italiani, difatti tutti stanno facendo i conti con gli aumenti costanti nei costi di gas e luce in funzione delle guerre che hanno portato a rincari nel costo dell’energia.

Decreto Bollette, il ruolo di Arera per il ritardo del CdM

La Ragioneria dello Stato aveva già annunciato la scorsa settimana che non vi sono problemi di copertura per la realizzazione del nuovo decreto bollette ma tuttavia per poterlo attuare serve che le principali parti siano in totale accordo.

In particolare un ruolo di spicco è affidato ad Arera che dovrà quindi svolgere determinati adempimenti per rendere effettivo il decreto presente nella manovra ideata dal governo Meloni.

I dubbi emersi lo scorso 28 ottobre hanno lasciato spazio al lavoro pratico per smussare queste problematiche, così da garantirne la massima operatività in un lasso di tempo molto rapido.

La nuova data fissata in CdM sarà il prossimo 9 novembre

La decisione del governo è stata quindi di fermare l’effettività del Decreto, ascoltando i dubbi derivanti dalla Ragioneria di Stato, nonostante questo contenga “provvedimenti urgenti” per la riduzione del costo del gas e dell’energia per i cittadini italiani.

Il testo del “Decreto Bollette”, come riporta Ansa, è stato illustrato in Consiglio dei Ministri dal ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Esso difatti è stato giudicato definitivo e sarà posto alla votazione dei membri del Consiglio il prossimo 9 novembre.

Sono arrivati inoltre cambiamenti interni alla Consob, confermato l’ingresso di Giulio Centemero, deputato e capogruppo della Lega in commissione Finanza alla Camera. A nominarlo tramite una delibera lo stesso Consiglio dei Ministri.

Si segnala inoltre un importante innesto nell’organico dell’Autorità nazionale Anticorruzione, è stato difatti nominato il nuovo presidente. Egli è il deputato leghista, in passato responsabile del dipartimento di difesa del partito di Salvini, Trifone Altieri, conosciuto come Nuccio, che succede a Giuseppe Busia.

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