Il Consiglio dei ministri ha appena dato il via libera alla nomina di Trifone Altieri, noto anche come Nuccio, a presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). La decisione, presa nella seduta più recente del governo, segna l’arrivo di un esponente della Lega al vertice dell’organo di vigilanza sulla trasparenza e la legalità della pubblica amministrazione.
Altieri, che ha ricoperto il ruolo di responsabile del dipartimento Difesa del partito di Matteo Salvini, subentra a Giuseppe Busia, che ha guidato l’Anac per diversi anni.
Il percorso politico di Trifone Altieri
La carriera di Trifone Altieri è iniziata con una laurea in scienze politiche, seguita dall’elezione alla Camera dei deputati dal 2014 al 2018.
Dopo il mandato parlamentare, ha assunto la carica di responsabile del dipartimento Difesa all’interno della Lega, un ruolo che lo ha avvicinato agli scenari di sicurezza interna e alla gestione delle crisi politiche. Nella primavera scorsa, Altieri è stato inserito nel consiglio d’amministrazione della difesa aerea e spaziale Leonardo, dimostrando capacità di operare anche in contesti enterprise.
Questa esperienza è stata citata come elemento di continuità nella sua candidatura alla presidenza dell’Anac.
Le reazioni dei partiti di opposizione
La scelta del governo non è passata inosservata nella scena parlamentare. Diverse voci dell’opposizione hanno espresso forte dissenso, definendo la nomina una forma di lottizzazione delle istituzioni. L’accusa principale ruota attorno alla percezione di un cambio di rotta dei controlli indipendenti, con la sostituzione di un presidente tecnico con una figura di forte appartenenza partitica. Il dibattito è già entrato nella fase delle commissioni parlamentari, che dovranno esprimere il parere obbligatorio prima che il provvedimento possa avanzare verso la firma del Presidente della Repubblica.
Le parole di Carlo Calenda
Carlo Calenda, leader di Azione, ha commentato l’operazione su X scrivendo: “Oltre la lottizzazione. Ma molto oltre. Che vergogna“. La sua affermazione sintetizza la frustrazione di una parte dell’opposizione, che vede nella nomina una minaccia all’autonomia dell’Anac. Calenda ha sottolineato che la procedura, secondo lui, manca di meritocrazia e rischia di trasformare l’autorità in un “strumento di partito”.
Le accuse di Angelo Bonelli
Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, ha aggiunto un altro tassello critico alla discussione, dichiarando: “Hanno ucciso l’Anac. Il governo Meloni sta terremotando, uno dopo l’altro, tutti gli organismi di controllo e al loro posto mette i fedeli di partito. Oggi tocca all’Autorità anticorruzione“. La metafora del terremoto indica una serie di riorganizzazioni giudicate arbitrary, con il rischio di indebolire la capacità di controllo sul patrimonio pubblico.
Procedura di nomina e prossimi passi istituzionali
Secondo la normativa vigente, la proposta di Trifone Altieri è stata avanzata dal ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. Dopo l’approvazione in Consiglio, la vicenda deve passare al scrutinio delle commissioni competenti della Camera e del Senato. Una volta ottenuto il parere, la proposta tornerà nuovamente al Consiglio dei ministri per la formalizzazione definitiva con decreto del Presidente della Repubblica. Solo a quel punto il nuovo presidente potrà assumere i poteri di direzione dell’Anac, con la responsabilità di guidare le indagini sulla corruzione e di vigilare sul rispetto delle norme di trasparenza.
