Una serie di segnalazioni di minaccia inviate via e-mail ha provocato il caos nei cieli europei, con diversi aeromobili deviati, scorte militari e procedure di emergenza attivate in più Paesi. Le lettere, spesso redatte in italiano e firmate da un gruppo che si definisce «Combattenti dello Stato Maschile», hanno indicato la presenza di ordigni su specifici voli, tra cui il AY1761 (Helsinki-Roma) e un collegamento da Dublino verso Roma.
Minacce via mail e rotte interessate il 5 novembre 2026
La mattina del 5 novembre 2026 le autorità aeroportuali hanno ricevuto messaggi con oggetto «segnalazione minaccia» che elencavano voli presunti colpiti. Alcuni aerei sono stati accompagnati da caccia militari, altri hanno effettuato atterraggi d’emergenza in scali alternativi: il volo Aer Lingus da Dublino a Roma è stato dirottato su Évreux-Fauville, in Normandia, con l’evacuazione dei 151 passeggeri e dei sei membri dell’equipaggio dopo l’atterraggio e l’intervento degli artificieri.
Interventi e procedure attivate
Per rispondere alle minacce sono stati mobilitati mezzi civili e militari: dall’Aeronautica italiana sono decollati Eurofighter per intercettazioni, mentre in Francia un Rafale ha scortato il volo dirottato. Le procedure standard di sicurezza hanno previsto l’evacuazione degli aerei, l’ispezione dei velivoli e la bonifica delle aree interessate, oltre al controllo di passeggeri e bagagli secondo i protocolli previsti.
Diffusione degli allarmi in tutta Europa e riscontri delle indagini
Oltre ai voli con destinazione Roma, sono state segnalate minacce per collegamenti verso Praga, Sofia, Varsavia, Vienna, Bucarest e altri scali. In molti casi le ispezioni a terra non hanno rilevato alcun dispositivo: le autorità hanno quindi classificato ripetutamente gli episodi come segnalazioni infondate, pur mantenendo misure di sicurezza elevate per la protezione dei passeggeri e del personale aeroportuale.
Ipotesi investigative e contesto operativo
Le autorità europee e gli uffici di intelligence hanno aperto accertamenti per risalire ai server e agli indirizzi IP da cui sono partite le mail. Esperti hanno ipotizzato un’azione coordinata di swatting o un’operazione di carattere ibrido finalizzata a creare disagi e instabilità: negli ultimi giorni si è registrata una frequenza di segnalazioni ben superiore alla media mensile storica, elemento che ha acceso i sospetti sulle modalità e sull’organizzazione dietro gli attacchi.
La reazione istituzionale è stata immediata: i responsabili dei trasporti e della sicurezza pubblica hanno ribadito che la priorità resta la tutela dei civili e che ogni minaccia viene trattata con la massima serietà. Nel frattempo le indagini proseguono per identificare i responsabili e verificare eventuali collegamenti tra i singoli episodi.
Risultati operativi e impatto sui passeggeri
Nonostante la mobilitazione e i numerosi dirottamenti, gli artificieri e le forze di polizia non hanno rinvenuto ordigni a bordo dei voli controllati. Alcuni aerei, tra cui quelli di Finnair provenienti da Helsinki, sono comunque atterrati regolarmente dopo le operazioni di bonifica; altri sono stati costretti a scali alternativi, con conseguenze logistiche e ritardi per centinaia di passeggeri.
I racconti dei viaggiatori descrivono l’ansia e la confusione a bordo: passeggeri fatti scendere su piste secondarie, la vista di mezzi di emergenza e la presenza di agenti e artificieri prima di poter lasciare l’aeroporto. Le compagnie aeree coinvolte hanno dichiarato di aver applicato le procedure di sicurezza previste e di cooperare con le autorità per le indagini in corso.
La serie di allarmi ha dunque messo in luce la fragilità delle rotte civili di fronte a minacce annunciate via e-mail e l’importanza della cooperazione internazionale tra compagnie, gestori aeroportuali e forze di sicurezza per gestire crisi complesse senza causare panico. Le verifiche tecniche per risalire all’origine delle comunicazioni sono tuttora in corso e saranno decisive per stabilire responsabilità e modalità dell’attacco.
