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Barnier: porta aperta per il Regno Unito senza euro o Schengen

Barnier: porta aperta per il Regno Unito senza euro o Schengen

Barnier afferma che il Regno Unito potrebbe tornare nell'UE senza adottare l'euro o reentrare in Schengen, e commenta il clima politico in Francia e i principali candidati

Il 5 novembre 2026 Michel Barnier ha rilanciato l’ipotesi di un ritorno britannico nell’Unione europea declinato in termini di flessibilità: il Regno Unito potrebbe avvicinarsi all’UE senza dover rinunciare alla sterlina né entrare obbligatoriamente nell’area di libera circolazione. Barnier, oggi parlamentare francese ed ex negoziatore capo per il Brexit, ha pronunciato la frase chiave “The door is open,” durante un incontro pubblico, sottolineando l’ipotesi di una proposta che manterrebbe alcune deroghe monetarie e di Schengen.

Dichiarazioni di Barnier sulla possibilità di reingresso

Nell’intervento Barnier ha precisato che, se il popolo britannico dovesse scegliere sovranamente di cercare legami più stretti con l’Unione europea, non sarebbe giusto imporgli l’adozione dell’euro o il reinserimento immediato nell’area Schengen. Ha dunque ribadito il concetto di apertura, ma ha anche richiamato un principio già noto: “no cherry-picking” quando si parla di accesso al single market.

In pratica, mentre l’accesso ad alcune forme di cooperazione economica e doganale potrebbe essere negoziato, i benefici completi del mercato unico non possono essere disgiunti dalle regole che lo regolano.

Possibili forme di avvicinamento

Barnier ha evocato opzioni che vanno dall’adesione a specifiche aree di cooperazione fino al rientro pieno nell’UE, lasciando agli interlocutori britannici la scelta della strada da percorrere.

Ha citato la possibilità di mantenere la sterlina e di non riaderire immediatamente a Schengen, pur mantenendo che i criteri per l’accesso al mercato unico devono restare coerenti. Va ricordato che il leader laburista Andy Burnham ha espresso l’obiettivo di un futuro riavvicinamento del Regno Unito all’UE e ha lasciato aperta l’ipotesi che la questione possa comparire nel programma elettorale del suo partito Labour.

Commenti sul quadro politico francese e sui candidati

Barnier non si è limitato al tema britannico: ha anche fatto osservazioni nette sulla situazione politica in Francia. Richiamando la propria esperienza nazionale, ha definito l’atmosfera politica francese come in parte “pre-insurrectionary” e ha espresso preoccupazione per il successo nei sondaggi di due candidati che propongono riforme radicali dell’UE. In particolare ha avvertito che il programma politico di Marine Le Pen può puntare, con toni e proposte diversi, a una svolta che Barnier ha descritto come potenzialmente vicina a ciò che lui ha chiamato “the end of the European project as we have been building it for the past 40 years”.

Confronto tra Le Pen, Mélenchon e Meloni

Barnier ha poi distinto la leader della destra francese dal premier italiano Giorgia Meloni, definendo Meloni “pragmatic” e “pro-business”, e sostenendo che non sia corretto equiparare automaticamente le loro posizioni. Al contempo ha sottolineato come, su alcuni temi economici, la piattaforma di Le Pen possa risultare sorprendentemente simile a quella di Jean-Luc Mélenchon, figura della sinistra radicale, suggerendo così convergenze inattese tra estremi opposti dello spettro politico.

Contesto personale e credenziali di Barnier

Il percorso politico e istituzionale di Barnier ha un ruolo nel peso delle sue parole: già negoziatore della fase di uscita britannica dall’UE, ha inoltre ricoperto brevemente la carica di primo ministro francese nel 2024 per circa tre months prima di perdere la fiducia in parlamento. La sua esperienza lo posiziona come interlocutore conosciuto sui temi europei e sulla governance del mercato unico, e per questo le sue affermazioni sul possibile rientro del Regno Unito assumono rilevanza sia per i circoli diplomatici sia per il dibattito politico interno al Regno Unito.

Il dibattito sull’eventuale ricongiunzione del Regno Unito all’UE ripropone nodi irrisolti: la moneta unica, la libera circolazione e l’accesso al mercato interno restano temi sensibili che richiederebbero negoziazioni complesse e accordi politicamente delicati. Le parole di Barnier introducono però un elemento chiaro nel dibattito pubblico: la possibilità di un ritorno non necessariamente totalizzante, purché nel rispetto delle regole che governano le aree comunitarie fondamentali.

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