La tragedia ferroviaria in Spagna, costata la vita ad almeno 68 persone secondo il bilancio provvisorio, solleva interrogativi anche sulla sicurezza dei treni ad alta velocità in Italia. Il confronto tra i due Paesi si concentra soprattutto sui sistemi di segnalamento e controllo utilizzati per prevenire gli incidenti. Quali sono le differenze tra i due sistemi e perché, secondo l’esperto Andrea Giuricin, uno scontro simile non sarebbe potuto accadere in Italia?
Treni in Spagna, le registrazioni audio e l’errore al centro di controllo: tre italiani dispersi
Tre registrazioni audio pubblicate da El País e dall’emittente pubblica Tve ricostruiscono le comunicazioni tra i macchinisti e il centro di controllo di Atocha, a Madrid, prima dello scontro tra i treni ad alta velocità Ave, di Renfe, e Iryo, avvenuto nei pressi di Urda, nella provincia di Toledo. Intorno alle 8:30, un guasto a tre computer avrebbe causato l’interruzione del sistema automatico di controllo LZB, lasciando senza protezione tecnologica un tratto di circa 63 chilometri e bloccando sei convogli.
Alle 8:36, l’Ave avrebbe ricevuto l’autorizzazione a ripartire a velocità normale, nonostante l’Iryo fosse ancora fermo più avanti sullo stesso binario. La macchinista di quest’ultimo aveva segnalato problemi al sistema automatico alle 8:41 e, sette minuti dopo, aveva ribadito di non poter ripartire: «Il treno non mi permette di avviare il sistema Lzb.
Per questo sono ancora ferma davanti al segnale d’ingresso a Urda». Il controllore le avrebbe risposto: «Va bene, appena può. E se ha problemi, ci chiami». Secondo le ricostruzioni dei media, non sarebbe stato impartito all’Ave alcun ordine di fermarsi, nonostante avesse raggiunto i 200 chilometri orari.
Il ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, ha parlato di un guasto informatico seguito da un possibile errore umano. Puente ha definito «un errore inesplicabile» l’autorizzazione alla ripartenza dell’Ave, sottolineando che il convoglio Iryo era ancora fermo e il segnale sul binario era rosso. «C’era il tempo di correggere l’errore» al centro di controllo, «ma non è stato fatto», ha aggiunto.
Intanto, secondo quanto comunicato dalla Farnesina, cinque italiani coinvolti nello scontro sono stati recuperati in condizioni stabili, mentre un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo. Altre tre cittadine italiane risultano disperse. Le autorità spagnole hanno avviato le procedure per il riconoscimento delle vittime, mentre proseguono le indagini per chiarire le cause della tragedia e le eventuali responsabilità nella gestione del traffico ferroviario.
Scontro tra treni, può succedere anche in Italia? Le parole dell’esperto sul sistema Ertms
Il drammatico scontro tra due treni ad alta velocità in Spagna, con un bilancio provvisorio di 68 morti, riaccende il dibattito sulla sicurezza dei collegamenti ferroviari europei. La tragedia solleva interrogativi anche in Italia, dove l’Alta Velocità è utilizzata quotidianamente da migliaia di passeggeri, soprattutto sulle direttrici che collegano Roma, Milano, Napoli e Torino. Secondo Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti all’Università di Milano-Bicocca, un incidente di questa portata non si sarebbe potuto verificare sulla rete italiana grazie ai sistemi di protezione adottati. «In Italia un incidente ferroviario così sull’Alta velocità non sarebbe potuto succedere», ha dichiarato al quotidiano La Stampa, precisando che le indagini in corso rendono necessario mantenere cautela sulle cause della tragedia.
L’esperto ha sottolineato come l’alta velocità rappresenti uno dei sistemi di trasporto più sicuri al mondo e come un episodio di questa gravità, dopo un altro grave incidente verificatosi in Spagna nei dieci mesi precedenti, costituisca un elemento di forte preoccupazione. Il Paese iberico dispone di circa 4.000 chilometri di linee ad alta velocità, una rete quattro volte più estesa di quella italiana, frutto di ingenti investimenti. Proprio per questo, secondo Giuricin, sarà importante chiarire eventuali responsabilità nella gestione delle infrastrutture, con particolare attenzione ad Adif, la società che gestisce la rete ferroviaria spagnola. «In Italia abbiamo un sistema di segnalamento Ertms (European Rail Traffic Management System) che è stato adottato a livello europeo per l’Alta velocità ed è un sistema molto sicuro», ha spiegato, ribadendo la fiducia nella tecnologia utilizzata sui binari italiani.
