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Avvelena e uccide tre parenti con i funghi a pranzo: tre morti

Avvelena e uccide tre parenti con i funghi a pranzo: tre morti

La giustizia australiana conferma l’ergastolo per Erin Patterson, responsabile dell’avvelenamento con funghi velenosi che ha causato la morte di tre familiari.

Erin Patterson dovrà scontare l’ergastolo per aver avvelenato alcuni familiari con funghi velenosi durante un pranzo organizzato nella sua abitazione in Australia. La Corte d’Appello ha respinto il suo ricorso e aggravato la condanna, escludendo la possibilità di ottenere la libertà condizionale.

Il pranzo con i funghi velenosi e la morte di tre parenti

I fatti risalgono al 29 luglio 2023, quando Patterson invitò alcuni familiari a pranzo nella sua abitazione di Leongatha, a sud-est di Melbourne. Tra gli ospiti c’erano i genitori del suo ex marito, Gail e Don Patterson, la sorella di Gail, Heather Wilkinson, e il marito di quest’ultima, Ian Wilkinson. La donna preparò porzioni individuali di filetto alla Wellington, utilizzando funghi velenosi.

Poche ore dopo il pasto, quattro invitati accusarono un grave malore e furono ricoverati. Le loro condizioni peggiorarono rapidamente, rendendo necessario il trasferimento in un ospedale di Melbourne. Heather, Gail e Don morirono pochi giorni dopo, mentre Ian sopravvisse dopo diverse settimane di ricovero. Gli esami tossicologici individuarono nei corpi delle vittime tracce di amanita falloide, un fungo altamente tossico e letale per l’uomo.

Durante il processo, Ian Wilkinson aveva raccontato che Patterson li aveva invitati sostenendo di aver ricevuto una diagnosi di tumore e chiedendo ai parenti un consiglio su come comunicare la notizia ai figli. Secondo l’accusa, si trattava di una storia inventata per convincerli a partecipare al pranzo.

Erin Patterson, confermato l’ergastolo: niente libertà condizionale

Nessuno sconto di pena per Erin Patterson, la donna australiana di 52 anni condannata per aver avvelenato e ucciso tre familiari durante un pranzo organizzato nella propria abitazione. La Corte d’Appello dello Stato del Victoria ha respinto il ricorso presentato dalla donna, confermando la condanna all’ergastolo e accogliendo la richiesta dell’accusa di revocare la possibilità di ottenere la libertà condizionale.

Giudicata colpevole nel luglio 2025 di tre omicidi e del tentato omicidio di un quarto commensale, in primo grado Patterson avrebbe potuto chiedere la scarcerazione dopo 33 anni di detenzione. I giudici hanno però stabilito che la gravità dei fatti richiedesse «una condanna decisamente più severa». Respinta anche la contestazione relativa alla presunta irregolarità legata all’alloggio della giuria durante il processo: non sono emerse prove di condizionamenti sul verdetto.

Il giudice Stephen McLeish ha definito il delitto «programmato con cura e deliberato», sottolineando che la donna avrebbe mantenuto il proprio intento omicida per circa tre settimane. Per contestare ulteriormente la decisione, la donna potrà ora rivolgersi all’Alta Corte australiana.

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