> > Tensioni a Torino nel corteo contro lo sgombero di Askatasuna

Tensioni a Torino nel corteo contro lo sgombero di Askatasuna

tensioni a torino nel corteo contro lo sgombero di askatasuna 1769884218

A Torino, la manifestazione per Askatasuna ha visto scontri violenti tra manifestanti e polizia.

Il 31 gennaio, Torino è stata teatro di una manifestazione nazionale in sostegno del centro sociale Askatasuna, soggetto a uno sgombero avvenuto lo scorso 18 dicembre. La protesta ha radunato migliaia di persone che, partendo da diversi punti della città, si sono unite in un unico corteo, creando un’atmosfera di grande tensione.

La manifestazione e l’inasprimento dei toni

Il corteo ha preso avvio da tre luoghi distinti: Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova, per poi dirigersi verso piazza Vittorio Veneto. Durante il tragitto, i manifestanti hanno lanciato bombe carta e razzi, mentre le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, hanno risposto utilizzando lacrimogeni per disperdere la folla. La situazione è rapidamente degenerata, con alcuni attivisti che hanno tentato di avvicinarsi al cordone di polizia, brandendo scudi improvvisati con il simbolo di Askatasuna.

Le reazioni della polizia e i metodi di protesta

In risposta agli attacchi, la polizia ha utilizzato idranti per cercare di mantenere il controllo della situazione. Nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine, i manifestanti, molti dei quali a volto coperto, hanno continuato a lanciare oggetti e a utilizzare tubi di metallo come mortai per i loro fuochi d’artificio. Questo clima di conflitto ha portato a vari momenti di tensione, inclusi tentativi di incendiare veicoli della polizia abbandonati.

Le conseguenze degli scontri

Durante gli scontri, diversi agenti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti, e la situazione ha richiesto un intervento massiccio da parte della polizia, che ha adottato misure drastiche per contenere i manifestanti. I disordini si sono estesi anche al Campus Einaudi, dove un gruppo di manifestanti ha interrotto il normale svolgimento delle attività universitarie, lanciando oggetti contro la polizia.

Le dichiarazioni ufficiali

La vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino, ha commentato gli eventi, definendo la violenza dei manifestanti come una forma di terrorismo politico. Ha sottolineato la necessità di mantenere l’ordine e ha espresso pieno supporto alle forze dell’ordine, affermando che lo Stato non arretrerà davanti alla violenza.

La preparazione della manifestazione e le misure di sicurezza

Il giorno prima della manifestazione, le autorità locali si erano riunite per pianificare il dispositivo di sicurezza. Il percorso stabilito per il corteo era stato definito in modo da minimizzare i rischi di scontri, ma le misure di sicurezza non sono state sufficienti a prevenire la violenza che si è scatenata. I manifestanti erano stati avvertiti di seguire il percorso stabilito senza deviazioni, ma la tensione ha portato a una rottura di questo accordo.

Divieti e limitazioni durante la manifestazione

La Prefettura di Torino aveva emesso ordinanze specifiche per garantire la sicurezza pubblica, vietando la detenzione di bevande in contenitori di vetro e alluminio, nonché di oggetti in grado di nascondere il volto. Queste misure hanno avuto l’obiettivo di prevenire ulteriori atti di violenza, ma i disordini sono continuati nonostante le restrizioni.

In conclusione, la manifestazione per Askatasuna ha messo in luce le profonde divisioni sociali e politiche che caratterizzano la città di Torino. Gli scontri tra manifestanti e polizia testimoniano una crescente frustrazione e tensione nel contesto di una lotta per gli spazi sociali e i diritti civili. Sarà fondamentale monitorare gli sviluppi futuri e le reazioni delle autorità per prevenire il ripetersi di simili episodi di violenza.