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Famiglia nel bosco, i bambini al centro di un delicato percorso di ricongiungimento: la nuova casa e il ruolo del padre

Famiglia nel bosco, i bambini al centro di un delicato percorso di ricongiungimento: la nuova casa e il ruolo del padre

Famiglia nel bosco: il percorso di osservazione verso il possibile ricongiungimento dei bambini con il padre. Ecco gli ultimi sviluppi sul caso.

La vicenda della famiglia nel bosco continua a tenere alta l’attenzione in Abruzzo: i tre bambini, dopo l’allontanamento della madre dalla casa famiglia, potrebbero presto essere ricongiunti al padre. Nel frattempo, le autorità e i servizi sociali seguono da vicino la situazione, tra verifiche ispettive, percorsi di supporto educativo e la predisposizione di una nuova abitazione che potrebbe accogliere la famiglia sotto stretto controllo.

Famiglia nel bosco: una nuova casa e un contesto protetto per i bambini

La vicenda dei tre minori si sviluppa lungo tre linee principali: la predisposizione di un’abitazione sicura per la famiglia, l’intervento ispettivo del Ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila e l’attesa di una decisione sull’affidamento dei figli al padre.

Dal 20 novembre 2025, i bambini risiedono in una casa famiglia a Vasto, a seguito della sospensione della responsabilità genitoriale. La storia trae origine da condizioni di vita estreme: la famiglia abitava in un edificio senza acqua, elettricità o servizi igienici, e i bambini erano privi di istruzione regolare, con la primogenita incapace di leggere o scrivere sia in italiano che in inglese.

Queste circostanze hanno richiamato l’attenzione delle autorità e hanno determinato l’intervento dei servizi sociali.

Come riportato da Leggo, la novità più tangibile riguarda la concessione di un appartamento gratuito a Palmoli, messo a disposizione dal Comune. L’abitazione, recentemente ristrutturata e arredata, si trova vicino al campo sportivo e offre due camere, cucina, bagno e uno spazio dedicato ai bambini. L’obiettivo è creare un ambiente stabile per favorire il ricongiungimento familiare, sotto stretto controllo dei servizi sociali, dopo l’allontanamento della madre per comportamenti definiti “ostili e squalificanti”. Nel frattempo, il soggiorno nella struttura di Vasto comporta spese significative per il Comune, con oltre 24 mila euro già spesi tra novembre e febbraio, e l’accoglienza è prevista fino al 30 giugno 2026, compatibilmente con i fondi disponibili.

Famiglia nel bosco, possibile ricongiungimento dei figli con il padre

Nelle scorse ore, il Ministero della Giustizia ha inviato ispettori al Tribunale per i minorenni dell’Aquila per verificare la gestione del caso, con colloqui previsti con magistrati, operatori e altri soggetti coinvolti. Queste verifiche potrebbero influenzare le scelte future relative ai bambini. La soluzione più concreta all’orizzonte prevede l’affidamento a papà Nathan, che potrebbe diventare il principale riferimento dei minori, con trasferimento nella nuova abitazione e percorso educativo e di supporto continuo.

Nel frattempo, la vita quotidiana dei piccoli continua nella casa famiglia. Le tensioni tra servizi sociali, consulenti e legali della famiglia hanno portato a una denuncia per presunta violenza privata legata all’allontanamento della madre lo scorso 6 marzo. La vicenda affonda le radici in anni di isolamento: dal 2021 la famiglia viveva in un casolare privo di servizi essenziali, con bambini senza scuola né assistenza sanitaria, situazione peggiorata da episodi come un’intossicazione alimentare e il rifiuto di cure mediche nel 2024. Nonostante numerosi tentativi di aiuto, respinti dalla famiglia, il tribunale è intervenuto nel 2025 sospendendo la responsabilità genitoriale. Intanto, le polemiche continuano sui social e in ambito politico, ma al centro resta il benessere dei minori, mentre le istituzioni cercano di definire una soluzione definitiva.

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