Il concerto di Ultimo a Tor Vergata, Roma, ha segnato un record storico con circa 250.000 spettatori, superando ogni precedente evento musicale in Italia. Tuttavia, il successo numerico è stato offuscato da gravi disagi nella gestione del pubblico, soprattutto durante il deflusso. Le critiche si sono concentrate sulla mancanza di organizzazione e sulle condizioni disumane a cui sono stati sottoposti i fan.
Le critiche dei fan sui social
Numerosi utenti hanno espresso il loro malcontento sui social network, condividendo testimonianze e video che mostrano le difficoltà incontrate. Una ragazza su TikTok ha denunciato: “PT1, Ultimo 100 euro per trovarsi qua. Questa gente ha pagato 90 euro, ragazzi, sono leoni in gabbia!”.
Un’altra spettatrice, sempre su TikTok, ha raccontato di aver vissuto il dopo concerto come un vero incubo.
Ha spiegato di trovarsi nel Pit 3 e di aver pagato quasi 100 euro per il biglietto. La sua prima lamentela ha riguardato la visuale: secondo lei, anche per chi aveva speso meno, sarebbe dovuto esserci almeno un maxi schermo per seguire meglio il concerto.
Il deflusso: un incubo per i fan
Il punto centrale delle critiche riguarda il rientro. La ragazza ha sostenuto che, una volta terminato lo show, migliaia di persone siano rimaste bloccate all’uscita, senza metropolitana e senza le navette che, a suo dire, erano state promesse. Ha raccontato di essere rimasta sui marciapiedi fino alle cinque del mattino, senza connessione internet e impossibilitata a chiamare un Uber.
Nel suo racconto sono emerse scene di forte disagio: famiglie con bambini costrette a dormire a terra, persone scalze e spettatori che avrebbero rotto le transenne per cercare un passaggio attraverso un bosco e i campi vicini. “Siamo stati trattati come animali”, ha ripetuto più volte, attribuendo all’organizzazione un anno di tempo per preparare l’evento e accusandola di non aver gestito il rientro del pubblico.
Le forze dell’ordine e la mancanza di organizzazione
Secondo la sua testimonianza, anche le forze dell’ordine presenti avrebbero potuto fare poco, perché in numero insufficiente rispetto alla folla. La ragazza ha poi detto di essersi sentita traumatizzata dall’esperienza e di non voler più andare a un concerto di Ultimo. Ha chiarito, però, che la sua critica non era rivolta al cantante, ma all’organizzazione dell’evento, ritenuta responsabile dei disagi vissuti dal pubblico.
“Io non so quale santo ci abbia protetto ieri, perché poteva davvero succedere una tragedia. Eravamo ammassati come animali all’uscita, non c’erano metro, le navette che avevano promesso non si sono mai viste. Siamo rimasti sui marciapiedi fino alle cinque del mattino, finché finalmente la linea è ripartita. Eravamo tutti senza internet e solo allora abbiamo potuto chiamare degli Uber. C’era tantissima gente con bambini. Siamo stati trattati come animali. Hanno avuto un anno di tempo per organizzare tutto questo e, ragazzi, di organizzato non c’era nulla.”
Ha infine concluso: “Sono traumatizzata. Dopo quello che abbiamo vissuto ieri mi servirà la terapia, e non solo a me”.
Le reazioni online
Le polemiche sul dopo concerto di Ultimo hanno trovato ampio spazio anche sui social. Oltre a Instagram, numerosi utenti hanno espresso il proprio malcontento anche su X, condividendo testimonianze, video e critiche rivolte all’organizzazione dell’evento.
“il ritorno da tor vergata era la cosa che mi spaventava di più E AVEVO RAGIONE top 1 esperienze traumatizzanti della mia vita”, ha scritto un altro utente su X.
