Si indaga a tutto campo dopo il ritrovamento, nelle acque di un laghetto artificiale, dei corpi di una donna e di un bimbo di un anno. Le autorità sono riuscite a stabilire che le vittime sono imparentate: si tratterebbe di una mamma 39enne e del figlio ma cosa è successo nei minuti antecedenti il dramma? Dopo la ricostruzione dei fatti, ascoltando anche alcuni testimoni che hanno notato la donna nella zona, si fa strada una prima sconvolgente ipotesi.
Mamma e figlio trovati morti in un laghetto: l’ipotesi che preoccupa tutti
Il ritrovamento dei cadaveri è avvenuto nel Rodigino, nel laghetto artificiale di Castelguglelmo. Poco prima la donna era stata notata nei paraggi da alcuni testimoni ma senza destare particolari sospetti. Successivamente è stato un passante a notare per primo un passeggino lasciato lungo una strada secondaria in una posizione insolita. Come raccontato dal Gazzettino l’uomo si è avvicinato alla rete che delimita le rive del laghetto e a quel punto ha notato i corpi in acqua allertando forze dell’ordine e soccorritori. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e sommozzatori, ambulanze e carabinieri ed è giunto anche l’elisoccorso ma non è stato possibile salvare la donna ed il bimbo.
Quanto accaduto a Castelguglielmo è, al momento, ancora avvolto nel mistero ma esiste un’ipotesi in merito ai fatti: si indaga infatti per capire se si sia trattato di un gesto volontario. Un dramma familiare legato alla presenza di diversi indizi, a cominciare dal passeggino ma anche delle scarpine, presumibilmente del bimbo, abbandonate sull’erba. La 39enne, una donna di origine cinese, sarebbe giunta in loco a piedi e giunta nelle vicinanze del bacino si sarebbe fermata per qualche minuto.
A quel punto avrebbe tolto le scarpine al bambino e le proprie; per poi prendere il figlio in braccio e scavalcare la recinzione. Non sono stati rilevati segni compatibili con una possibile caduta accidentale e questo fa temere che si sia trattato di un gesto volontario. Inoltre è stato al momento escluso il coinvolgimento di terze persone. Non sono stati rinvenuti documenti ma la 39enne sarebbe una residente della zona che viveva con la famiglia. Saranno i parenti a dover effettuare il riconoscimento ufficiale dei corpi.