“La combinazione di ribociclib e terapia ormonale ha dimostrato una riduzione del rischio del 28%. Questo beneficio si è già osservato con un follow-up di 5 anni. Ci aspettiamo che possa esserci un ulteriore beneficio man mano che il follow-up va avanti. L’impatto che questa terapia ha sulla sopravvivenza dei nostri pazienti non si limiterà soltanto a ridurre il rischio di recidive locali, ma si traduce anche in un maggiore numero di pazienti che potranno essere guarite da questa malattia”. Lo spiega Giuseppe Curigliano, professore di Oncologia medica all’università degli studi di Milano, direttore della divisione Sviluppo nuovi farmaci per terapie innovative Ieo – Istituto europeo di oncologia e presidente eletto Esmo – European society for medical oncology, commentando l’impiego di ribociclib, recentemente rimborsato da Aifa – Agenzia italiana del farmaco, per il trattamento adiuvante del tumore al seno in fase iniziale Hr+/Her2-, in associazione alla terapia endocrina.
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