Matteo Bassetti ha riaperto il tema della retribuzione dei medici italiani. In un video diffuso sui social l’infettivologo ha parlato delle differenze con gli altri Paesi e della necessità di rivedere i compensi al fine di sostenere la sanità pubblica.
“Tutti prendiamo 3mila euro netti al mese”: lo sfogo di Bassetti sugli stipendi dei medici
In un video pubblicato sui social Matteo Bassetti si è sfogato su un tema molto delicato, ovvero gli stipendi dei medici italiani. L’infettivologo ha messo al centro della discussione la retribuzione dei medici del Servizio sanitario nazionale, confrontandola con quanto, secondo i dati da lui citati, percepiscono alcuni colleghi all’estero. La cifra che individua per descrivere la situazione in Italia è: “Il numero magico: tremila euro netti al mese.
Questo è lo stipendio di un medico italiano dopo un percorso formativo di sei anni di medicina, quattro o cinque anni di specializzazione e anni di formazione.” Secondo Bassetti, questa somma resta sostanzialmente uguale indipendentemente dall’attività svolta o dal peso del turno. L’infettivologo sottolinea anche che nel pubblico la retribuzione viene riconosciuta per il lavoro diurno, notturno, nei sabati e nelle domeniche, ma senza differenze sostanziali tra le varie specializzazioni: “Un medico italiano che lavora nel pubblico guadagna questa cifra per il giorno, per le notti, per i sabati e le domeniche.
Ed è la stessa cifra sia se fai l’infettivologo come me, sia se lavori al pronto soccorso, se fai il chirurgo, il cardiochirurgo o il neurochirurgo. Stiamo parlando di specialità di altissima responsabilità.”
Bassetti e gli stipendi dei medici italiani: il confronto con l’estero
Nel suo discorso, Matteo Bassetti parla anche delle retribuzioni dei medici all’estero: “Francia, 4.500 euro netti al mese. Germania, seimila euro netti al mese. In Svizzera e Stati Uniti siamo a oltre 15mila euro netti al mese”. Poi nel suo discorso l’infettivologo aggiunge anche: “Nel sistema sanitario italiano la struttura stipendiale della dirigenza medica è legata a una base contrattuale comune, in cui le variazioni dipendono principalmente da anzianità, incarichi, turni e attività aggiuntive. Il punto non è dire che un internista, un cardiochirurgo e un neurochirurgo facciano lo stesso lavoro. Non lo fanno.”
