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Via libera Ue alla lista dei Paesi sicuri, Ilaria Salis insorge: "Da oggi la distruzione finale"

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Il via libera provoca la rivolta di Ilaria Salis, che parla di “distruzione del diritto d’asilo” e invita alla disobbedienza civile.

Il Parlamento europeo ha approvato nuove regole sull’immigrazione, suscitando la rivolta di Ilaria Salis, che non ha esitato a definire la decisione “la distruzione finale del diritto d’asilo” e a chiamare i suoi sostenitori alla disobbedienza civile. La tensione cresce mentre la politica europea cerca di ristabilire il controllo sulle procedure di asilo.

L’Europa torna a decidere sull’immigrazione

Il Parlamento Europeo ha approvato due provvedimenti chiave in materia di immigrazione, segnando un cambio di passo nella gestione delle domande d’asilo. Con 408 voti favorevoli, 184 contrari e 60 astensioni, è stata istituita una lista di Paesi terzi considerati sicuri a livello Ue, tra cui Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia.

In parallelo, il concetto di “Paese d’origine sicuro” è stato rivisto, ottenendo 396 voti a favore, 226 contrari e 30 astensioni, permettendo trasferimenti più rapidi di richiedenti asilo verso Stati extraeuropei. Il centrodestra europeo e il governo italiano hanno accolto con favore la decisione, definendola un riconoscimento della legittimità delle scelte italiane in materia di sicurezza e gestione dei centri di detenzione.

Via libera alla lista dei Paesi sicuri, la rivolta di Ilaria Salis: “Da oggi la distruzione finale”

La notizia ha suscitato reazioni molto critiche dalla sinistra europea, con esponenti come Ilaria Salis di Alleanza Verdi e Sinistra che hanno denunciato il voto come “la distruzione finale del diritto d’asilo, sancita dalla Santa Alleanza tra centro ed estrema destra”. Salis ha definito il provvedimento “la linea dei respingimenti e delle deportazioni di massa” e ha invitato alla “disobbedienza civile” come risposta necessaria, criticando anche i colleghi di sinistra che hanno sostenuto le misure: “Quei pochi che, seduti nei banchi della sinistra dell’emiciclo, hanno votato a favore di queste misure dovrebbero semplicemente vergognarsi”.

Sullo stesso tono, Cecilia Strada del Pd ha dichiarato: “Oggi non state colpendo i migranti, oggi state colpendo l’Europa”, evidenziando il rischio che la nuova normativa indebolisca la credibilità e la sicurezza delle democrazie europee. La critica principale riguarda il meccanismo di attribuzione automatica di sicurezza a determinati Paesi terzi, che potrebbe portare a respingimenti collettivi illegali e trasferimenti forzati, aggirando precedenti sentenze dei tribunali italiani e della giustizia europea.

 

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