Venerdì 9 gennaio il Teatro Comunale di Vicenza inaugura un nuovo ciclo di eventi speciali ospitando Umberto Galimberti e la sua lectio Il mistero delle emozioni. Ispirato a “Il libro delle emozioni” (Feltrinelli), l’incontro affronta il ruolo delle emozioni nella società contemporanea, tra iperrazionalità tecnica, mercificazione dei sentimenti e difficoltà educative, soprattutto nel mondo dei giovani.
Galimberti propone una riflessione filosofica sul rapporto tra mente e cuore, invitando a recuperare uno spazio emotivo autentico, libero dalle logiche del mercato e della visibilità. L’evento è quasi sold out, con lista d’attesa già attiva.
Umberto Galimberti: le emozioni nell’era della visibilità permanente
Viviamo in un’epoca in cui le emozioni sono ovunque: esibite, condivise, commentate, spesso trasformate in strumenti di consenso o in prodotti da consumare. Ma siamo ancora capaci di riconoscerle davvero?
Da questa domanda prende le mosse Il mistero delle emozioni, la lectio che Umberto Galimberti porterà venerdì 9 gennaio al Teatro Comunale di Vicenza, aprendo ufficialmente il calendario degli eventi speciali del nuovo anno.
Al centro del suo intervento c’è il paradosso del nostro tempo: da un lato la spaventosa espansione della razionalità tecnica, che tende a rimuovere le emozioni; dall’altro la ritirata nel sentimento individuale, elevato a unica legge di vita. In mezzo, una società che trasforma le emozioni in merci e in linguaggio politico, soprattutto nelle sue declinazioni più populiste.
Vero e verosimile: quando lo schermo di un device confonde
Particolare attenzione è rivolta al mondo dei giovani e dei giovanissimi, nativi digitali immersi in una connessione continua, ma spesso privi di una vera educazione sentimentale. Secondo Galimberti, scuola e istituzioni faticano a intercettare questa dimensione essenziale dell’esperienza umana, lasciando scoperto un terreno decisivo per la crescita personale e collettiva.
Nel suo percorso, il filosofo richiama anche il grande dibattito tra mente e cuore. Se Platone affidava alla ragione il compito di governare le passioni, Galimberti ricorda come, prima ancora della razionalità, fosse il cuore a orientare la vita umana, permettendo decisioni rapide e vitali in un mondo tutt’altro che ospitale.
Un sapere antico, oggi spesso messo ai margini, ma ancora indispensabile.