> > “Venite, papà picchia mamma”: 12enne chiama i carabinieri e ferma le vio...

“Venite, papà picchia mamma”: 12enne chiama i carabinieri e ferma le violenze in casa

papà picchia mamma

Un bimbo di 12 anni chiama i carabinieri e dice “papà picchia mamma”, facendo intervenire gli agenti in un caso di violenza già denunciato

A Copertino, in provincia di Lecce, un grave episodio di violenza domestica è stato interrotto grazie al gesto lucido e coraggioso di un bambino di 12 anni, che ha chiamato i carabinieri mentre il papà stava picchiando la mamma, permettendo un intervento tempestivo delle forze dell’ordine.

“Venite, papà picchia mamma”: 12enne chiama i carabinieri e salva la madre

Come riportato da Repubblica, la sera del 25 aprile, a Copertino, in provincia di Lecce, un bambino di 12 anni ha trovato il coraggio di intervenire durante l’ennesima lite violenta tra i genitori. Mentre il padre avrebbe aggredito la madre con insulti, strattoni e violenza fisica, il piccolo si è nascosto sotto il letto e, con grande sangue freddo, ha preso il telefono per chiamare i carabinieri.

Con poche parole, ma cariche di paura e urgenza, ha chiesto aiuto dicendo: «Venite, papà sta picchiando mamma». L’intervento tempestivo dei militari ha evitato che la situazione potesse degenerare ulteriormente. Quando le forze dell’ordine sono arrivate nell’abitazione, l’uomo era appena rientrato con il cellulare della moglie, che le aveva sottratto con la forza poco prima.

“Venite, papà picchia mamma”: una storia di maltrattamenti già denunciata

Come riportato da Mediaset Tgcom24, la donna, ancora sotto shock e sofferente per quanto accaduto, sarebbe stata accompagnata in caserma dove avrebbe deciso di sporgere nuovamente denuncia contro il marito. Non si sarebbe trattato del primo episodio: già a dicembre avrebbe segnalato comportamenti violenti, salvo poi ritirare la querela nella speranza che il compagno cambiasse atteggiamento. Tuttavia, le aggressioni sarebbero proseguite anche nei mesi successivi, con un nuovo episodio a gennaio e continui atteggiamenti di controllo, minacce e pressioni legate alla volontà della donna di separarsi, pur continuando temporaneamente a vivere nella stessa casa. In caserma avrebbe raccontato di una situazione di paura costante e di intimidazioni pesanti nel caso avesse deciso di lasciare definitivamente l’abitazione.

Ora la posizione dell’uomo è al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre il gesto del figlio resta decisivo per aver interrotto una spirale di violenza domestica che rischiava conseguenze ancora più gravi.