Un’inchiesta della Procura di Roma sta cercando di chiarire le circostanze della tragedia avvenuta alle Maldive, in cui hanno perso la vita cinque sub italiani durante un’attività subacquea. Al centro degli accertamenti emerge una comunicazione interna dell’Università di Genova del 2024, che avrebbe temporaneamente sospeso le immersioni in seguito a nuove normative ministeriali, elemento ora centrale nel valutare eventuali responsabilità e omissioni.
Responsabilità, polemiche e indagini: le morti alle Maldive che scuotono l’ateneo genovese
Dopo la tragedia, l’Università di Genova pare abbia dichiarato che le immersioni erano “espressamente vietate dall’Ateneo” e che l’evento sarebbe avvenuto nell’ambito di un’attività privata, non istituzionale.
La Procura di Roma, intanto, prosegue gli approfondimenti per verificare eventuali omissioni o mancanze nella vigilanza da parte dei vertici accademici.
Nel decreto di sequestro di computer e attrezzature subacquee appartenute alle vittime, i magistrati richiamano la necessità di accertare “il rispetto della disciplina della tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro considerando il rapporto di impiego di Montefalcone e Oddenino“. Un punto cruciale riguarda la reale applicazione dei divieti: da un lato la mail del 2024 come elemento formale di sospensione, dall’altro il dubbio su una possibile tolleranza operativa.
“Sospese tutte le attività subacquee”: la mail dell’Università di Genova che vietata le immersioni alle Maldive
Nuovi elementi emergono dall’indagine della Procura e della Squadra mobile di Roma sull’ipotesi di omicidio colposo legata alla morte della professoressa Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal, della ricercatrice Muriel Oddenino, del neolaureato Federico Gualtieri e della guida Gianluca Benedetti, avvenuta durante una spedizione alle Maldive. Come dichiarato da Repubblica, al centro degli accertamenti figurerebbe una comunicazione interna del 12 aprile 2024, firmata dalla direttrice del Distav dell’Università di Genova, Elisabetta Rampone, e inviata a tutto il personale del dipartimento.
Nel documento, riportato da Repubblica, la dirigente avrebbe richiamato le nuove disposizioni ministeriali sul lavoro subacqueo, sottolineando la necessità di un adeguamento immediato delle procedure interne. “Cari tutti, il 20 marzo è stato pubblicato un decreto ministeriale che regolamenta in modo molto stringente le attività subacquee… dovremo adeguare tutta la nostra procedura… nel frattempo sono costretta a sospendere ogni attività subacquea. Prego tutti voi, se farete missioni in questo periodo che riguardano attività in mare, di specificare bene che la missione non prevede attività subacquea, in modo che io possa autorizzarla“.
Nella stessa mail verrebbero citate anche le trasferte programmate nell’Oceano Indiano: “Nello specifico sono a conoscenza di missioni di attività subacquea alle Maldive a maggio per i seguenti colleghi… Anche se già autorizzate, tutte queste missioni sono al momento sospese“.
