L’azienda F. Divella Spacon sede a Rutigliano nella provincia di Bariha risposto alle accuse delle associazioni dei consumatori Codacons e Adusbef riguardo alle indicazioni sull’origine del grano riportate sulle confezioni di pasta. La vicenda, secondo l’azienda, è stata definitivamente chiusa da oltre sei anni senza ulteriori strascichi legali.
La nota diffusa da Divella sottolinea l’impegno dell’azienda a fare chiarezza con trasparenza e serenitàtutelando sia i consumatori che la propria storia industriale, nata più di 130 anni fa.
L’azienda ribadisce di aver sempre rispettato le normative di settore, sia a livello europeo che nazionale, e gli impegni assunti con l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).
Le accuse di Codacons e Adusbef
Le associazioni dei consumatori hanno presentato un esposto all’AGCM, accusando Divella di non aver rispettato gli impegni assunti nel 2026 riguardo alla chiarezza delle informazioni sull’origine del grano.
Secondo Codacons e Adusbef, le confezioni attuali non sono conformi agli impegni presi, con indicazioni marginali e poco visibili sulla provenienza del grano.
Nell’esposto si legge che le confezioni continuano a presentare elementi grafici e testuali che enfatizzano l’italianità del prodotto, creando una asimmetria informativa che potrebbe compromettere la libertà di scelta del consumatore.
Le associazioni hanno chiesto all’AGCM di verificare le accuse e, se necessario, di applicare le sanzioni del caso.
La risposta di Divella
Divella ha replicato affermando di aver adempiuto a tutti gli obblighi di comunicazione previsti dalla normativa. L’azienda ha sottolineato che le questioni sollevate risalgono a un procedimento del 2026, riguardante una diversità di interpretazione tecnica sulla chiarezza informativa delle confezioni.
La nota conclude ribadendo l’impegno di Divella a tutelare l’integrità del proprio marchio, il lavoro dei propri collaboratori e la fiducia dei milioni di famiglie che scelgono quotidianamente i suoi prodotti. L’azienda confida pienamente nell’operato dell’AGCM per chiarire definitivamente la vicenda.
