Le ricerche di Alisya Di Giacinto, 16 anni, e della sorella Sarah, 12, scomparse da una casa-famiglia in provincia dell’Aquila, proseguono senza sosta tra ipotesi investigative ancora aperte e un territorio difficile da monitorare. Gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore prima dell’allontanamento, mentre emergono dettagli sulla vita delle due sorelline e sulle possibili dinamiche legate alla loro sparizione.
Chi sono Alisya e Sarah: descrizione e sviluppi delle ricerche
Alisya, che frequenta un istituto tecnico a indirizzo turistico a Castel di Sangro, viene descritta come una ragazza introversa e molto sensibile, con interessi per danza e atletica e il desiderio di intraprendere in futuro studi legati alla criminologia. La sorella Sarah, 12 anni, studentessa di scuola media a Barrea, è invece indicata come tranquilla e riservata, molto legata alla maggiore e con aspirazioni nel campo dell’estetica.
Le ricerche stanno coinvolgendo diverse unità operative con l’impiego anche di cani specializzati nel mantrailing, addestrati a seguire tracce olfattive. L’attenzione degli inquirenti si concentra anche su possibili spostamenti verso il Basso Lazio, in particolare nelle zone di Minturno, Scauri e Fondi, territori di origine delle due minorenni.
Secondo la ricostruzione iniziale, le sorelle si sarebbero allontanate tra le 2 e le 5 del mattino di domenica 7 giugno, lasciando la struttura senza telefoni cellulari e senza elementi utili al riconoscimento immediato, fattori che rendono più complesso il lavoro investigativo.
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Sulmona, con il sostituto procuratore Stefano Iafolla che ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori.
Sorelline scomparse, il fidanzato di Alisya: “Negli ultimi tempi era cambiata”
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il ragazzo coetaneo di Alisya Di Giacinto, 16 anni scomparsa insieme alla sorellina Sarah di 12 da una casa-famiglia di Civitella Alfedena, avrebbe raccontato agli investigatori che negli ultimi tempi la giovane sarebbe apparsa profondamente diversa. Ai carabinieri avrebbe descritto la sensazione che la ragazza trattenesse qualcosa di importante senza riuscire a esprimerlo, aggiungendo una frase significativa: “È come se avesse qualcosa dentro che voleva dirmi, ma non riusciva a farlo“, insieme all’espressione “Hanno paura del buio“.
Nello stesso contesto investigativo è stata presa in considerazione anche l’ipotesi di un possibile rapimento, mentre viene sottolineato come le due sorelle non avessero mai manifestato segnali concreti di fuga volontaria.
