Una terribile disgrazia si è consumata in Val D’Aosta su uno dei passi di montagna più apprezzati del nostro paese durante un’escursione nel tentativo di raggiungere la cima, posta ad oltre 4 mila metri d’altezza, scopriamo cosa è accaduto e chi sono le vittime.
Escursionismo, il pericolo del mestiere
L’escursionismo è uno degli sport più estremi del mondo e le persone che scelgono di intraprendere questa strada sono consapevoli dei rischi che comporta arrampicare, in particolare con le temperature estive i problemi, già evidenti in altre stagioni tendono a peggiorare.
Servono attrezzature idonee ed anche molta esperienza per compiere scalate a cime montuose elevate perché l’errore è dietro l’angolo e quando accade questo spesso può rivelarsi fatale.
Ma non è solo questione di attrezzature si è anche legati alla condizione del ghiaccio, questo infatti può essere infido e giocare degli scherzi che se non ce li si aspetta possono essere davvero pericolosi.
Tre alpinisti morti sul Gran Paradiso, cosa è successo
Nella giornata di ieri è arrivata la scoperta di tre alpinisti morti sul Gran Paradiso dove avevano tentato l’arrampicata alla cima, posta a 4.061 metri.
Tre alpinisti inizialmente si erano riposati passando la notte a 2.650 metri e alle 3 del mattino di ieri avevano proseguito la salita nel tentativo di raggiungere la vetta.
Alle 19:30 come riporta il Corriere della Sera è arrivata la chiamata alla centrale unica di soccorso per il loro mancato rientro. Sono stati trovati, grazie al GPS di uno di essi, senza vita a 3.600 metri di altezza, due su tre sono italiani.
La salita al Gran Paradiso è infatti classificata “abbastanza difficile superiore” e “difficile inferiore” richiedendo esperienza, conoscenza del luogo e una condizione fisica adatta allo sforzo.
