Tre alpinisti hanno perso la vita durante una salita lungo la parete Nord del Gran Paradiso. Dopo una notte trascorsa al Rifugio Federico Chabodsituato a 2.750 metri in Valsavarencheil gruppo è partito in direzione della vetta, che raggiunge i 4.061 metriintorno alle tre di mattina circa. La situazione ha destato preoccupazione quando, in serata, non è arrivato il loro rientro previsto: la segnalazione è giunta alla centrale unica di Aosta poco dopo le 19.30attivando i mezzi di soccorso.
Intervento e localizzazione dei corpi a quota 3.600 metri
L’operazione di recupero è stata condotta dal Soccorso Alpino Valdostanocon l’ausilio di mezzi aerei per raggiungere la zona impervia. Grazie all’attivazione di un localizzatore GPS da parte di uno degli alpinisti, i soccorritori sono riusciti a individuare i corpi attorno ai 3.600 metri.
Sul posto sono intervenuti anche i finanzieri del Sagf di Entrevesincaricati delle indagini e delle procedure di riconoscimento. I corpi sono stati poi trasferiti al Cimitero di Aosta per le successive operazioni formali.
Tempi e ricostruzione provvisoria dell’incidente
La tracciatura dei dispositivi e i movimenti registrati suggeriscono che l’incidente possa essersi verificato già nella tarda mattinatasebbene la scoperta e il recupero siano avvenuti solo in serata.
Tra le ipotesi valutate dagli investigatori c’è quella secondo cui uno dei membri del gruppo sarebbe scivolato o caduto, trascinando con sé i compagni ai quali era assicurato con la corda. Questa dinamica, se confermata, spiegherebbe la presenza di più vittime legate tra loro dal medesimo incidente.
La difficoltà della via e le caratteristiche tecniche
La salita affrontata dagli alpinisti è considerata una classica alpinistica e viene inquadrata con gradi di impegno tecnico come Abbastanza Difficile Superiore e Difficile Inferiore. Queste definizioni indicano che la via richiede non solo una solida preparazione fisica, ma anche competenze tecniche avanzate e una buona conoscenza dell’ambiente d’alta quota. Condizioni meteorologiche, stato del ghiaccio e del manto nevoso, oltre alla gestione della cordata, sono fattori determinanti nel rischio complessivo durante una salita di questo tipo.
Il coinvolgimento del Soccorso Alpino Valdostano e del Sagf di Entreves ha puntato sia al recupero che alla ricostruzione delle circostanze. Le autorità competenti hanno raccolto elementi come i tracciati GPS e le testimonianze indirette per comprendere le fasi che hanno preceduto la caduta. L’area della parete Nord del Gran Paradiso resta estremamente impegnativa e richiede equipaggiamento adeguato, esperienza in cordata e attenzione costante alle condizioni in evoluzione.
La notizia ha sollevato scalpore tra chi frequenta il massiccio del Gran Paradiso e richiama l’attenzione sulla pericolosità delle vie alpine classiche quando si combinano fattori tecnici e imprevisti. Le autorità proseguono le verifiche e le procedure necessarie, mentre la montagna torna a essere teatro di una tragica perdita per la comunità alpinistica.
