Dopo oltre un decennio di detenzione, la vita di Alberto Stasi potrebbe prendere una svolta significativa. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha infatti approvato l’affidamento in prova ai servizi socialiuna misura che potrebbe permettere a Stasi di scontare gli ultimi anni di pena fuori dal carcere di Bollate.
La decisione, già avallata dalla Procura Generale, rappresenta il culmine di un percorso che ha visto Stasi ottenere prima il lavoro esterno e poi la semilibertàun regime che gli permetteva di uscire durante il giorno per lavorare e rientrare la sera nella casa di reclusione.
Il percorso verso la libertà condizionata
La strada verso questa decisione è stata lunga e articolata. Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara poggiha trascorso gran parte della sua pena nel carcere di Bollate. Dal 2026, grazie alla semilibertà, ha potuto lavorare all’esterno con mansioni amministrative e contabili, rientrando solo la sera.
L’affidamento in prova ai servizi sociali rappresenta un ulteriore passo verso la riabilitazione e l’integrazione sociale. Secondo le prescrizioni, Stasi dovrà seguire un percorso di reinserimento che include attività lavorative e sociali sotto la supervisione dei servizi competenti. La fine della sua pena è prevista per il 2028, ma con questa misura potrebbe ottenere una maggiore autonomia.
Le reazioni e le implicazioni
La notizia ha suscitato diverse reazioni, soprattutto in relazione al caso di Garlasco, che ha segnato profondamente l’opinione pubblica. L’udienza si è tenuta in gran segreto al Palazzo di Giustizia di Milano, e il parere favorevole della Procura Generale, guidata da Francesca Nanni e con il sostituto pg Valeria Marino, ha reso la decisione quasi scontata.
L’equipe del carcere di Bollate ha sottolineato la buona condotta di Stasi e le relazioni positive che ha costruito nel corso degli anni. Tuttavia, la concessione dell’affidamento in prova non è collegata alla possibile revisione del processo, per la quale la difesa presenterà un’istanza separata.
Il nuovo filone di inchiesta
Parallelamente, è attualmente aperto un nuovo filone di inchiesta che vede Andrea Sempio come unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Questo sviluppo potrebbe influenzare ulteriormente il percorso giudiziario di Stasi, anche se al momento non ci sono collegamenti diretti tra le due vicende.
L’affidamento in prova ai servizi sociali è una misura standard per i condannati che si avvicinano alla fine della pena. Per Stasi, che ha già dimostrato di poter gestire la semilibertà, rappresenta un’opportunità per prepararsi al ritorno alla vita civile. Tuttavia, la decisione finale spetta al Tribunale di Sorveglianza, che dovrà valutare attentamente tutti gli aspetti del caso.
