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Vannacci a Roma: assemblea costituente di Futuro Nazionale tra delegazioni e tensioni nel centrodestra

Vannacci a Roma: assemblea costituente di Futuro Nazionale tra delegazioni e tensioni nel centrodestra

A Roma Futuro Nazionale tiene la sua assemblea costituente all'Auditorium della Conciliazione con circa 1.700 partecipanti attesi; la due giorni vede l'intervento conclusivo di Roberto Vannacci e reazioni nette dal centrodestra

Il conto alla rovescia è terminato: Futuro Nazionale apre i lavori della sua assemblea costituente nell’Auditorium della Conciliazione a Roma, con la due giorni che si svolge tra sabato e domenica. I vertici del nuovo soggetto politico hanno confermato che all’evento sono attesi circa 1.700 partecipanti e che il fondatore Roberto Vannacci terrà l’intervento conclusivo intorno a mezzogiorno di domenica.

La scena è riservata ai delegati e agli animatori del movimento, che vogliono mostrare la nascita di una struttura nazionale con un esecutivo e un programma articolato.

Assemblea all’Auditorium della Conciliazione e programma politico

Gli organizzatori descrivono un’assemblea con il tutto esauritodove il protagonismo è affidato a «studenti, braccianti, operai, professionisti», cioè al popolo che costruisce il partito dal basso.

La due giorni servirà a definire la struttura formale di Futuro Nazionale: un esecutivo nazionale, linee programmatiche e i temi prioritari. Tra i punti già annunciati figurano la famiglia, le imprese e la scuola, elementi che dovrebbero entrare nel programma a 360 gradi del movimento.

In chiusura dei lavori sarà il generale Roberto Vannacci a prendere la parola: il suo intervento conclusivo è atteso come momento simbolico del battesimo politico.

La formazione, che conta attualmente una pattuglia parlamentare di otto deputati, utilizzerà l’assemblea per tracciare la cosiddetta linea rossa che ne orienterà i rapporti con gli altri soggetti politici.

La reazione del centrodestra e la scelta delle delegazioni

Il dibattito politico si è intensificato dopo le accuse mosse alla compagine di Vannacci in Aula. I leader del centrodestra hanno concordato telefonicamente una linea comune per la partecipazione all’assemblea: Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi, infatti, non interverranno con i loro esponenti di primo piano ma invieranno delegazioni composte da segretari romani o rappresentanti locali. Fonti qualificate sottolineano che questa presenza non equivale a un’apertura automatica nei confronti del nuovo partito.

Le posizioni nei ranghi del centrodestra sono nette. Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di Fratelli d’Italia, ha accusato i vannacciani di mettere a rischio l’unità della coalizione, arrivando a sostenere che «spaccano il centrodestra per aiutare la sinistra a vincere». D’altra parte Claudio Durigon, vicesegretario della Lega, ha segnato la distanza sottolineando che «il muro lo ha messo lui», cioè Vannacci, richiamando il fatto che la formazione non ha votato la fiducia.

Replica dei vannacciani e accuse alla premier

Dal fronte di Futuro Nazionale non sono mancati i contrattacchi. Il deputato Edoardo Ziello ha bollato come contraddittorio l’attacco della premier, sostenendo che Meloni «è sotto pressione da parte dei Salvini di turno» e accusandola di voler costruire un cordone sanitario simile a quello che, a suo dire, è stato tentato verso altri movimenti in Europa. Il jargon usato dai sostenitori del generale include slogan già circolati nei materiali dell’assemblea, come «il problema è l’Europa, la soluzione è l’Italia», e l’ambizione di essere la «spina nel fianco» del centrodestra.

Ripercussioni territoriali e linee interne alla Lega

L’ingresso di nuovi iscritti e dirigenti a Futuro Nazionale in province come Bolzano e Pavia è seguito con attenzione dagli altri partiti. In particolare nella Lega la presenza di FnV solleva preoccupazioni per il possibile effetto sui consensi: Durigon ha rilanciato l’idea di un ruolo di Matteo Salvini al Viminale per incidere maggiormente su temi come la sicurezza, argomento dove la Lega ritiene di poter contare su vantaggi politici concreti.

All’interno della stessa Lega il confronto con i governatori resta aperto: Attilio Fontana ha infatti menzionato la figura di Luca Zaia come interlocutore per un progetto che ricordi la ricerca di modelli federali, alludendo a ipotesi di doppia Lega sul modello di partiti storici europei. Si tratta di spunti che, pur non essendo parte del calendario formale dell’assemblea, mostrano come la nascita di Futuro Nazionale stia già condizionando il dibattito strategico del centrodestra.

Nel complesso, la due giorni romana si presenta come un punto di svolta per la nuova forza politica di Vannacci e come un banco di prova per la tenuta e la gestione dei rapporti all’interno del centrodestra. L’assemblea all’Auditorium della Conciliazione e i discorsi che emergeranno dalle discussioni a porte chiuse saranno osservati con attenzione da tutti gli attori coinvolti.

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