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Guerra e caro energia pesano sull’estate: bollette più salate per i condizionatori

Guerra e caro energia pesano sull’estate: bollette più salate per i condizionatori

Condizionatori sempre più necessari: caldo anticipato e rincari dell’energia legati alle guerre fanno salire i costi estivi delle famiglie.

L’aumento anticipato delle temperature in Italia sta rendendo sempre più necessario l’uso dei condizionatori già dai mesi primaverili, con un conseguente incremento dei consumi elettrici domestici. A questo si aggiunge il rialzo del prezzo dell’energia sui mercati internazionali, che sta facendo lievitare le bollette e rendendo più onerosa la gestione del raffrescamento estivo per le famiglie italiane.

Ecco i rincari causati dalla guerra in corso.

Stangata estiva: tra rincari e conflitti crescono le spese per i condizionatori

Per le famiglie italiane si profila un incremento significativo dei costi legati al raffrescamento degli ambienti domestici durante i mesi estivi. Come riportato dall’Ansa, secondo le stime di Assium, associazione degli utility manager italiani, la spesa complessiva per l’utilizzo di condizionatori e sistemi simili può arrivare a superare i 400 euro per nucleo familiare nell’intera stagione calda.

L’organizzazione evidenzia come il fenomeno sia legato a una combinazione di fattori: da un lato l’anticipo dell’ondata di caldo, con temperature elevate già da maggio e numerose città contrassegnate da bollini rossi e arancioni, dall’altro le tensioni geopolitiche in Medio Oriente che hanno contribuito a far crescere il prezzo dell’energia elettrica sui mercati.

In particolare, il costo dell’elettricità è salito da circa 112 €/MWh nel giugno 2025 a circa 132 €/MWh nel giugno 2026, segnando un aumento del 17,8%.

Questo andamento si riflette direttamente sulle bollette, che secondo i dati Istat risultano mediamente più alte del 7,2% rispetto all’anno precedente. Il presidente di Assium, Federico Bevilacqua, sottolinea inoltre l’importanza per i consumatori di monitorare attentamente tariffe e condizioni contrattuali dei fornitori, così come i consumi reali degli apparecchi utilizzati, per evitare aumenti inattesi della spesa energetica.

Guerra e rincari, stangata sulla spesa per i condizionatori: i costi per le famiglie italiane

L’incidenza economica dei sistemi di climatizzazione dipende da molte variabili, tra cui tipologia di apparecchio, durata d’uso e potenza. I dispositivi portatili risultano generalmente più dispendiosi, con un consumo compreso tra 1 e 1,5 kWh per ora. Gli split fissi senza tecnologia inverter si collocano tra 0,8 e 1,2 kWh/h, mentre i modelli inverter sono più efficienti e si attestano tra 0,4 e 0,7 kWh/h. I sistemi multisplit, in grado di raffrescare più ambienti contemporaneamente, consumano invece tra 1,2 e 1,8 kWh all’ora. La potenza, espressa in BTU, incide ulteriormente: maggiore è il valore, più elevato risulta l’assorbimento energetico.

Sulla base delle elaborazioni di Assium, l’utilizzo dei condizionatori per circa 100 giorni tra maggio e agosto comporta una spesa che varia sensibilmente in base all’impianto e alle modalità d’uso. Un singolo split inverter di ultima generazione può comportare una spesa compresa tra 95 e 170 euro a famiglia. Nel caso di modelli meno recenti o split standard, il costo sale tra 145 e 215 euro. Per gli impianti multisplit, invece, la spesa complessiva può superare i 400 euro. In questo contesto, l’aumento generale delle tariffe elettriche amplifica ulteriormente l’impatto economico sui bilanci domestici.

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