Una svolta inattesa nel caso di Garlasco: Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, ha ottenuto l’affidamento ai servizi sociali dopo dieci anni e sei mesi di detenzione. La decisione, presa dal Tribunale di Sorveglianza di Milanosegna un capitolo nuovo nella vita dell’ex fidanzato di Chiara Poggi, che si è sempre proclamato innocente.
La notizia è stata rivelata in esclusiva dal Tg La7 e ha suscitato grande clamore mediatico. Stasi, che già beneficiava del regime di semilibertà, non tornerà a vivere a Garlasco ma prenderà in affitto un appartamento nell’hinterland milanese. La sua pena residua sarà scontata lavorando come responsabile dell’amministrazione presso la stessa azienda in cui è già impiegato.
La decisione del Tribunale di Sorveglianza
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza della difesa di Stasi, su cui la Procura Generale aveva dato parere favorevole. La decisione è basata sulla buona condotta di Stasi durante la detenzione, sia in carcere che in semilibertà, e sulle relazioni positive dell’equipe del carcere di Bollate.
La concessione dell’affidamento in prova non è collegata alla richiesta di revisione del processo, che i legali di Stasi presenteranno in un secondo momento. La Procura Generale, diretta da Francesca Nanni e con il sostituto pg Valeria Marino, ha valutato positivamente la condotta di Stasi, che ha già ottenuto benefici come il lavoro esterno e la semilibertà.
I dettagli dell’affidamento ai servizi sociali
L’affidamento in prova ai servizi sociali è una misura alternativa alla detenzione prevista dall’ordinamento penitenziario italiano. Permette al condannato di scontare la pena residua nel tessuto sociale, sotto la vigilanza dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE). Stasi dovrà seguire un rigido programma di prescrizioni, che includono obblighi legati all’attività lavorativa, al domicilio eletto, a orari tassativi di rientro la sera e al divieto di frequentare determinati luoghi o persone.
La decisione del Tribunale di Sorveglianza segna la fine della detenzione per Stasi, che ha scelto di donare alcuni beni ai detenuti del carcere di Bollate, tra cui un frigorifero e un ventilatore. La difesa di Stasi punta ora alla revisione del processo e all’assoluzione piena.
La nuova vita di Alberto Stasi
Stasi, che ha lasciato il carcere con solo i propri vestiti, inizierà una nuova vita lavorando e rispettando le prescrizioni imposte dall’affidamento ai servizi sociali. La sua storia è seguita con grande interesse dai media, e l’annuncio della sua scarcerazione è stato dato in diretta da Alberto Matano durante la puntata di Vita in Diretta del 12 giugno 2026.
La psichiatra Sarah Viola ha commentato che la decisione del Tribunale di Sorveglianza è soprattutto simbolica e che l’eco mediatica del caso Garlasco potrebbe aver influenzato la scelta. Stasi tornerà dalla sua mamma, ma il reinserimento nella società non sarà facile, soprattutto in un momento di grande clamore mediatico.
La vicenda di Alberto Stasi continua a suscitare dibattiti e riflessioni, mentre la sua difesa lavora per ottenere la revisione del processo e cancellare definitivamente la condanna.
