> > Indagini per omicidio dopo la morte della giudice Francesca Ercolini

Indagini per omicidio dopo la morte della giudice Francesca Ercolini

Indagini per omicidio dopo la morte della giudice Francesca Ercolini

La Procura dell'Aquila ha riaperto alcuni punti chiave sulla morte di Francesca Ercolini: la perizia di 450 pagine deposita da Vittorio Fineschi solleva interrogativi, sei persone risultano indagate e sono previsti nuovi sopralluoghi nella casa di Pesaro.

Il quadro emerso negli ultimi sviluppi investigativi riporta al centro dell’attenzione la morte della giudice molisana Francesca Ercolinitrovata senza vita nella sua abitazione di Pesaro il 26 dicembre 2026. A margine di un incidente probatorio tenutosi oggi pomeriggio a Roma, la Procura dell’Aquila, diretta nell’inchiesta dalla pubblica ministero Roberta D’Avolioha disposto accertamenti supplementari che introducono l’ipotesi di reato di omicidio per due delle sei persone al momento indagate.

La novità nasce dalla perizia autoptica di 450 pagine redatta dal professor Vittorio Fineschidepositata nel fascicolo: nel documento vengono sollevati seri dubbi sulla compatibilità della scena con la versione iniziale di un suicidio. Gli elementi sotto esame riguardano segni al collo, la striscia di seta ritrovata annodata alla ringhiera interna e alcuni cavi elettrici collegati a lampade presenti nell’appartamento di via Zara.

Gli elementi tecnici che hanno riaperto l’indagine

Tra i punti che hanno indotto la Procura a chiedere ulteriori accertamenti vi sono, in primo luogo, i segni sul collo della donna: gli esperti ritengono che non siano chiaramente compatibili con l’impronta che avrebbe dovuto lasciare la striscia di seta trovata sulla ringhiera. Parallelamente, è stato chiesto di verificare la possibile compatibilità tra quei segni e i due cavi elettrici collegati a lampade rinvenute nell’appartamento.

Su questi cavi la valutazione non è unanime e lo stesso medico legale ha sollecitato misurazioni più precise.

Richieste di approfondimento e ruolo dei Ris

Per chiarire la dinamica al momento del ritrovamento, i carabinieri del Ris sono già intervenuti più volte per ricostruire la scena e, nei prossimi giorni, è previsto un nuovo sopralluogo nella casa di Pesaro dove Ercolini fu trovata il giorno dopo Natale. L’obiettivo è ottenere rilievi tecnici che possano confermare o escludere l’ipotesi che la scena sia stata simulata o alterata.

Procedura giudiziaria e le persone indagate

Al fascicolo risultano iscritte sei persone, tra cui il marito della magistrata, l’avvocato pesarese Lorenzo Ruggierie il medico legale che effettuò la prima autopsia. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo comprendono depistaggiofalsità ideologica e violazione del segreto istruttorio. Dopo gli accertamenti tecnici che saranno compiuti nei prossimi giorni, le parti saranno chiamate a confrontarsi davanti al gip Marco Billi in udienza fissata a L’Aquila per il 22 settembre.

Un anno fa il corpo della giudice era stato riesumato dal cimitero di Ricciain provincia di Campobassoe da allora la salma si trova a Roma, al Policlinico Umberto Idove la nuova autopsia è stata condotta. Le attività peritali e i sopralluoghi indicano che la Procura intende esaminare con rigore tutte le possibili cause e modalità del decesso.

Negli ultimi incontri, tra cui una riunione alla Sapienza di Roma alla quale hanno partecipato i consulenti di parte e il professor Fineschi, è emersa la necessità di ulteriori esami prima di formulare conclusioni definitive. Un altro appuntamento tecnico è stato fissato per il 8 giugno nella capitale, sempre con l’obiettivo di completare il quadro scientifico intorno alle cause che portarono alla morte.

La vicenda, che inizialmente era stata ricostruita come un suicidio con la striscia di stoffa appesa alla ringhiera della scala interna, vede ora la scena e le evidenze fisiche rilette alla luce dei nuovi elementi: la presenza del marito e del figlio sedicenne al momento del ritrovamento, il rinvenimento della donna priva di vita in casa a via Zara e le prime valutazioni concordi tra medico legale e investigatori sono fatti che restano nel fascicolo, ma non escludono la necessità di approfondimenti tecnici.

La Procura dell’Aquila sta dunque procedendo a tappe forzate per completare i rilievi richiesti e valutare eventuali sviluppi dell’inchiesta. La combinazione tra la relazione di Vittorio Fineschii rilievi dei Ris e i nuovi esami sui materiali ritrovati in casa determinerà le mosse successive del procedimento penale e l’eventuale ridefinizione delle ipotesi di reato per gli indagati.