Un attacco con droni ucraini ha colpito il porto di Temryuk nel distretto di Krasnodar, in Russia, causando un morto e incendi. Le autorità russe hanno confermato i danni e le operazioni di spegnimento in corso. L’attacco ha colpito infrastrutture strategiche, tra cui un terminal marittimo e un deposito di gas liquefatto.
L’attacco è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, colpendo il porto di Temryuk, situato sulla penisola di Taman, una zona strategica per il transito di merci verso la Crimea.
Le autorità russe hanno confermato che i droni hanno causato un incendio in un terminal marittimo e in un deposito di gas liquefatto, con una capacità di 28.800 metri cubi.
Danni e operazioni di spegnimento
Il governatore della regione di Krasnodar, Veniamin Kondratyev, ha confermato che l’attacco ha causato un morto e tre feriti.
Le operazioni di spegnimento coinvolgono 96 persone e più di 30 unità di attrezzature, tra cui quelle del Ministero delle Emergenze russo. Kondratyev ha dichiarato che i droni hanno causato danni significativi alle infrastrutture portuali.
Secondo fonti indipendenti, i droni ucraini hanno colpito due nodi infrastrutturali all’interno del porto di Temryuk. Oltre al terminal marittimo, un incendio è divampato in un parcheggio per trasporti merci e in un magazzino di stoccaggio.
Il porto di Temryuk è un hub strategico per il transito di petrolio, prodotti chimici, grano, carbone e metalli pesanti destinati allo sforzo bellico russo.
Contesto e strategia ucraina
L’attacco fa parte di una campagna più ampia da parte dell’Ucraina per colpire le infrastrutture energetiche e logistiche russe. Nelle ultime settimane, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi all’interno del territorio russo, mirando a ridurre le entrate del Cremlino derivanti dalle esportazioni di combustibili fossili.
Il Ministero della Difesa russo ha affermato di aver intercettato 177 droni ucraini in diverse regioni, tra cui la Crimea occupata. Tuttavia, le fonti indipendenti confermano che i droni ucraini hanno colpito obiettivi strategici, tra cui raffinerie e impianti chimici. L’attacco al porto di Temryuk segue di poche ore un altro attacco contro la raffineria Taneko e la raffineria Taif-NK, situate a Nizhnekamsk, a circa 1.000 chilometri dal confine ucraino.
L’Ucraina ha confermato che gli attacchi mirano a paralizzare la capacità di raffinazione e distribuzione del carburante russo, costringendo il Cremlino a combattere una battaglia difensiva sempre più costosa per proteggere la sua base industriale. Gli attacchi coordinati contro i porti e le raffinerie rappresentano una strategia mirata a indebolire la capacità bellica russa.
