Il Kennedy Center di Washington ha iniziato a rimuovere il nome di Donald Trump dalla sua facciata, seguendo un ordine del giudice federale Christopher R. Cooper. La decisione è arrivata dopo un lungo contenzioso legale che ha visto coinvolti i legali del presidente e il centro delle arti.
Il centro, dedicato alla memoria del presidente John F.
Kennedydeve tornare ad essere ufficialmente il The John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts. La rimozione del nome di Trump è avvenuta nella notte tra sabato 13 giugno e domenica 14 giugno 2026, sotto gli occhi di centinaia di manifestanti riuniti davanti alla struttura storica.
L’ordine del giudice e la reazione di Trump
Il giudice Cooper aveva stabilito che il nome di Trump doveva essere rimosso entro la mezzanotte di sabato 13 giugno 2026. La decisione è arrivata dopo che il consiglio di amministrazione del centro, composto quasi interamente da fedelissimi di Trump, aveva votato a favore del ritorno del caso all’esame della magistratura.
Il giudice aveva ritenuto che il board non avesse il potere di modificare unilateralmente il nome del Kennedy Center.
In risposta, i legali di Trump hanno presentato un ricorso contro l’ordine del giudice, contestando anche la decisione di bloccare il piano di Trump di chiudere il centro per due anni per radicali lavori di ristrutturazione. Nel ricorso, si legge che “togliere le lettere sarebbe uno spreco di denaro se poi il giudice dovesse ordinare di rimetterle”.
La rimozione del nome e le reazioni del pubblico
Gli operai hanno iniziato a rimuovere il nome di Trump dalla facciata del Kennedy Center nella notte di sabato 13 giugno 2026. La dinamica dei lavori è stata seguita da una folla di centinaia di persone riunite davanti alla struttura storica. Alcuni manifestanti hanno reagito con clamore, gridando e applaudendo, mentre altri hanno seguito in silenzio l’operazione.
La sentenza che ordina di ripristinare il nome originale è stata emessa dal giudice federale Christopher R. Cooper. La rimozione e il ripristino si sono verificati in pochi giorni, senza che nessuna autorità abbia ancora commentato ufficialmente sulla decisione giudiziaria o sulle ripercussioni.
Le dichiarazioni di Trump e il futuro del Kennedy Center
In una serie di messaggi fiume contro il magistrato, Trump aveva detto che, senza il pieno controllo sugli affari del centro, “non aveva alcun interesse a continuare quel che potrebbe essere un viaggio senza speranza verso un ‘NEVER NEVER LAND’“. La situazione rimane fluida, con un possibile nuovo pronunciamento del giudice che potrebbe arrivare entro oggi.
Il caso del nome del Kennedy Center sembra essere solo l’inizio di una lunga battaglia legale. Mentre gli operai continuano a lavorare per ripristinare il nome originale del centro, il pubblico e i media seguono con attenzione gli sviluppi di questa vicenda che ha coinvolto uno dei più importanti centri culturali degli Stati Uniti.
