Si stanno intensificando le interlocuzioni diplomatiche per verificare la possibilità di un incontro trilaterale tra i presidenti Vladimir Putin, Donald Trump e Xi Jinping in Cina, sul margine del summit dell’APEC che si terrà a Shenzhen il 18-19 novembre. Dietro alle trattative permangono diverse incognite sul formato e sugli obiettivi del faccia a faccia, con i principali attori che mantengono posizioni prudenti ma operative.
Al centro delle discussioni ci sarebbe, tra l’altro, il tema della guerra in Ucraina, anche se le aspettative su negoziati risolutivi restano contrastanti. Le dichiarazioni ufficiali diffuse finora confermano trattative in corso e la centralità del ruolo organizzativo della Cina come paese ospitante.
Dichiarazioni ufficiali del Cremlino e ruolo della Cina
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha informato i giornalisti che esistono contatti per mettere a punto l’incontro e che si spera che “it’ll be finalized in the coming days“. Peskov ha anche specificato che “the main organizing force here is our Chinese friends as the host party“, sottolineando la responsabilità di Pechino nell’articolare logistica e formato.
Il ministero degli Esteri cinese, nelle comunicazioni ufficiali disponibili, ha confermato di essere “in communication with relevant parties regarding the meeting between the Chinese and Russian heads of state” ma non ha esplicitamente menzionato un incontro separato che coinvolga anche il presidente statunitense. Questo alone di riservatezza lascia aperti i margini di manovra diplomatici e alimenta osservazioni su possibili scenari alternativi al faccia a faccia a tre.
Percezioni russe e timori europei
Tra gli ambienti diplomatici russi c’è chi ritiene improbabile che l’eventuale riunione produca subito risultati concreti sul tema ucraino. Secondo questa lettura, Mosca non si aspetta trattative sostanziali in quella sede; al contrario, vi sarebbe la convinzione che la Cina potrebbe voler rivendicare un ruolo di promotore qualora si intravvedano segnali di una futura intesa di pace: “once a peace settlement is in sight” viene citato come elemento della percezione russa.
Nel contempo, la reazione dal versante europeo non è unanime. Il presidente tedesco Frank-Walter ha raccontato un episodio avvenuto durante un incontro con Xi Jinping, osservando che il leader cinese “seemed confused” quando gli è stato chiesto dell’ipotesi di un vertice con Putin e Trump. Il commento ha riaperto il dibattito sulla necessità di coinvolgere l’Europa in qualunque discussione rilevante sull’Ucraina, rimarcando che i temi di sicurezza continentale non possono essere trattati esclusivamente in formati ristretti senza un confronto più ampio.
Elementi pratici attorno all’APEC di Shenzhen
L’APEC di Shenzhen, calendarizzato per il 18-19 novembre, rappresenta il contesto logistico in cui i tre leader dovrebbero incrociarsi. La presenza simultanea dei capi di stato aumenta le opportunità di incontri bilaterali e multilaterali informali, ma la trasformazione di tali opportunità in un vertice formalmente concordato richiede piena disponibilità delle parti e l’accordo dell’ospitante cinese.
Contatti militari e cooperazione strategica tra Mosca e Pechino
In parallelo alle trattative politiche, vi sono segnali di approfondimento dei rapporti militari tra Russia e Cina: il ministro della Difesa russo Andrei Belousov è giunto a Pechino per colloqui ad alto livello con funzionari militari cinesi, dove ha lodato l'”unprecedentedly high” livello di partenariato strategico tra i due paesi. Questa dinamica contribuisce a delineare il quadro più ampio in cui si collocano le discussioni sul possibile vertice a tre.
La sovrapposizione tra dialogo politico e impegni di cooperazione strategica rende la situazione fluida: ogni passo verso un incontro trilaterale sarà valutato nel contesto delle relazioni bilaterali preesistenti e dell’equilibrio degli interessi geopolitici regionali.
In assenza di conferme definitive, le prossime giornate saranno decisive per capire se gli sforzi diplomatici produrranno un accordo formale o se le convocazioni rimarranno tentativi esplorativi. L’attenzione resta puntata su Shenzhen e sulle mosse delle capitali coinvolte, mentre le dichiarazioni ufficiali continueranno a fornire indizi sul possibile esito di questo tentativo di diplomazia multilaterale.
