Il maltempo legato a un ciclone posizionato sul basso Tirreno ha scatenato una fase di emergenza nel Centro-Sud della penisola. Durante la giornata di lunedì 2 novembre le precipitazioni intense hanno trasformato strade in veri e propri corsi d’acqua, saturando i terreni e mandando in tilt le reti di drenaggio urbane. La Protezione Civile ha innalzato il livello d’allarme, mentre numerosi sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole per tutelare la popolazione.
Le prossime quarantotto ore sono considerate cruciali: il ciclone mantiene un flusso di correnti umide orientali che favorisce la formazione di temporali autorigeneranti, con accumuli che possono raggiungere o superare i 200 mm in poche ore. Questa concentrazione di pioggia equivale alla quantità tipica di due o tre mesi di precipitazioni autunnali caduta in tempi ristretti, aumentando il rischio di esondazioni, colate di fango e frane.
Comuni con ordinanze di chiusura scuole e situazioni locali
Già nella giornata di lunedì 2 novembre numerosi sindaci del Sud hanno emesso ordinanze per la sospensione delle lezioni. Tra i centri interessati figurano città e centri della Puglia e della Bassa Tirreno: nel Salento e nella provincia di Brindisi molte scuole sono rimaste chiuse, così come in diversi comuni della provincia BAT e in centri a nord della Puglia.
I provvedimenti sono stati adottati per motivi di pubblica sicurezza, considerando le condizioni critiche di viabilità e la necessità di verifiche strutturali sugli edifici e sulle strade.
Impatto su viabilità e infrastrutture locali
Le piogge intense hanno causato allagamenti nei sottopassi, esondazioni di canali minori e l’innesco di movimenti franosi in aree collinari e montuose. Numerose strade secondarie sono impraticabili, con tombini saltati e accumuli di fango che impediscono il transito. Le amministrazioni comunali hanno raccomandato di limitare gli spostamenti non necessari e di evitare scantinati e garage sotterranei durante i picchi di precipitazione.
Zone a maggiore criticità: Puglia, Basilicata, Abruzzo e Molise
La fascia più esposta all’evento comprende la Puglia e la Basilicata, con l’asse che dalle province del nord pugliese si spinge verso l’entroterra lucano. Le province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Bari e Matera rientrano nella traiettoria dei sistemi temporaleschi più violenti, con nubifragi che possono causare allagamenti lampo e il collasso delle reti fognarie urbane. Anche l’Abruzzo e il Molise sono coinvolti, soprattutto lungo il versante adriatico dove i bacini idrografici provenienti dall’Appennino sono soggetti a forti aumenti dei livelli idrometrici.
In queste aree il terreno risulta in larga parte saturo: la capacità di assorbimento del suolo è ridotta al minimo e ogni nuovo episodio precipitativo aumenta in modo esponenziale il rischio di ruscellamento superficiale. Tale condizione rende particolarmente probabile il verificarsi di allagamenti e di colate di fango che possono interessare sia la viabilità che le abitazioni situate in fondovalle e nelle aree sottostanti pendii instabili.
Effetti attesi sul versante ionico e tirrenico
Anche la costa ionica e il versante tirrenico meridionale subiscono l’influenza del vortice ciclonico. L’azione combinata di venti orientali umidi e di un’irruzione fredda determina celle temporalesche intense, con rischio elevato di nubifragi su province come Taranto, Lecce e Brindisi. Le mareggiate associate potrebbero ostacolare il deflusso verso il mare, aggravando le inondazioni nelle aree costiere e nelle campagne innalzate dall’acqua.
Le regioni montuose dell’Appennino meridionale vedranno inoltre un calo termico che può provocare nevicate alle quote più alte: questa trasformazione in parte rallenta il deflusso di acqua liquida, ma non elimina il pericolo nelle quote basse e collinari dove la precipitazione resterà pioggia intensa.
Raccomandazioni operative e monitoraggio
La Protezione Civile ha invitato le autorità locali e i cittadini a mantenere un monitoraggio costante delle condizioni meteorologiche e dei bollettini ufficiali. È raccomandato evitare spostamenti non indispensabili, non transitare su strade allagate e mantenere distanza di sicurezza dagli argini dei corsi d’acqua. Le amministrazioni stanno predisponendo verifiche sulle strutture e sulla viabilità, in modo da aggiornare le ordinanze qualora la situazione peggiori nelle quarantotto ore successive.
Il quadro resta dinamico: la traiettoria e l’intensità dei fenomeni convettivi decideranno l’entità dei danni. In attesa di ulteriori aggiornamenti, la priorità rimane la protezione delle persone e il controllo dei punti critici idraulici e infrastrutturali nelle regioni coinvolte.
