> > Riunioni con l'industria del tabacco: i dati della legislatura

Riunioni con l'industria del tabacco: i dati della legislatura

Riunioni con l'industria del tabacco: i dati della legislatura

Le riunioni tra i membri del Parlamento europeo e i lobby del tabacco sono schizzate, suscitando polemiche sui conflitti di interesse.

Nel corso dell’attuale legislatura, iniziata nell’estate 2024, il numero di incontri tra eurodeputati e rappresentanti dell’industria del tabacco è passato da circa un centinaio a oltre quattrocento. I dati provengono dal registro di trasparenza gestito dal Smoke Free Partnership, una coalizione di ONG che monitora la lobbying a Bruxelles.

Questo balzo, pari a un incremento di quattro volte rispetto al periodo 2019-2024, si colloca in un momento in cui l’Unione europea sta per rivedere le normative sulla tariffazione, la pubblicità e la definizione dei prodotti a base di nicotina.

Una revisione che, secondo gli osservatori, rende particolare attenzione al rapporto fra legislatori e attori del settore.

Chi ha più incontri? La destra europea predominante

Analizzando le schede di trasparenza, emerge che circa il 75 % delle riunioni è stato organizzato da membri di gruppi politici di destra: il Partito Popolare Europeo, i Conservatori e riformisti europei, il gruppo Patrioti per l’Europa e la formazione di Fratelli d’Italia.

Auke Zijlstra (Patrioti) guida la classifica con 14 appuntamenti, seguito da Pietro Fiocchi (Conservatori) con 9, e da diversi membri del PPE come Michalis Hadjipantela, Elena Nevado del Campo e Jessica Polfjärd, ognuno con 8 incontri.

Le ragioni addotte da questi parlamentari variano. Zijlstra, ad esempio, sostiene che “interessarsi al tema è parte integrante del proprio lavoro” e invita le ONG a richiedere più sedi di confronto, sostenendo che il settore rappresenta un grosso numero di consumatori.

Dichiarazioni a confronto: Verdi contro l’industria

Tra gli oppositori più vocali spicca Tilly Metz, eurodeputata dei Verdi, che ha definito “scandaloso e sconvolgente” il fatto che ci siano più incontri con il tabacco che con le associazioni antitabacco. Metz ha richiamato la Convenzione-quadro dell’OMS, che prescrive incontri solo quando strettamente necessari per la regolamentazione.

Dall’altra parte, Simon Trussler, responsabile fiscale di British American Tobacco, ha affermato che l’azienda ha il diritto di presentare “esperienze e argomenti legittimi” come ogni altra impresa europea. Analogamente, Philip Morris International (PMI) ha ribadito il proprio impegno verso una “trasformazione profonda verso un futuro senza tabacco”, sottolineando la sua presenza anche nei mercati di sigarette elettroniche e prodotti a base di nicotina riscaldata.

Interpretazione della normativa OMS e sentenza della Corte UE

L’industria cita una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 2022, che indica che la Convenzione-quadro non vieta la partecipazione delle aziende al dialogo sulla lotta antitabacco, ma ne limita l’influenza sulle politiche. In risposta, Kristina Mauer-Stender, consigliera europea per la lotta al tabagismo dell’OMS, ha puntualizzato che il trattato copre anche la prevenzione della dipendenza da nicotina, non solo il consumo di tabacco tradizionale.

Le cifre che parlano: PMI, BAT e il ruolo dell’Italia

Il registro mostra che PMI ha tenuto 178 incontri con eurodeputati, di gran lunga il più alto tra i produttori, seguita da British American Tobacco con 60 riunioni. I dati rivelano anche una forte presenza italiana: più di una riunione su cinque è stata svolta con un parlamentare italiano, riflettendo l’importanza della coltivazione di tabacco in Italia e la presenza di aziende come Manifatture Sigaro Toscano che hanno dialogato quasi esclusivamente con rappresentanti italiani.

Questi numeri coincidono con momenti chiave della legislazione europea, in particolare la bozza di direttiva sulla tassazione minima dei prodotti a base di nicotina e tabacco. Erin Roman, direttrice del Smoke Free Partnership, ha osservato che “anche se le riunioni non dimostrano un’influenza diretta, evidenziano le porte aperte all’industria per plasmare il dibattito legislativo”.

Nel frattempo, il Parlamento europeo ha approvato un rapporto sulla strategia contro le malattie cardiovascolari che, pur includendo raccomandazioni sulla lotta al tabacco, è stato modificato da alcuni membri del PPE che hanno proposto una formulazione più morbida sulla normativa della nicotina, sollevando ulteriori interrogativi sulla coerenza delle politiche sanitarie.

Conclusioni sulla trasparenza e le prospettive future

Il bilancio delle riunioni mostra una crescita significativa dell’interazione tra legislatori e industria del tabacco, soprattutto tra i gruppi di destra. Le critiche dei Verdi e delle ONG mettono in luce il divario percepito tra interessi commerciali e obiettivi di salute pubblica. Con la prossima revisione delle direttive fiscali e pubblicitarie, il dibattito sulla trasparenza e sui limiti degli incontri continuerà a occupare il centro della scena politica europea.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app