> > Svastiche, muri presi a martellate e arredi distrutti: devastata scuola italiana

Svastiche, muri presi a martellate e arredi distrutti: devastata scuola italiana

Svastiche, muri presi a martellate e arredi distrutti: devastata scuola italiana

Una rapina alla scuola Ferrari-Hertz ha lasciato porte spezzate, allarmi sabotati e 200mila euro di danni, costringendo alla chiusura.

Il 2 novembre 2026 la cittadina di Cinecittà è stata scossa da una notizia che ha immediatamente catturato l’attenzione di genitori, studenti e autorità: la succursale dell’istituto tecnico-commerciale Ferrari-Hertz in via Contardo Ferrini è stata dichiarata inagibile dopo un’occupazione studentesca prolongata.

Le prime indagini condotte dalla Città metropolitana di Roma hanno rivelato una scena di totale degrado.

Porta dopo porta, i vandali hanno frantumato strutture fondamentali per la sicurezza, passando dal danneggiamento delle porte tagliafuoco alla rottura di circa la metà delle porte interne di aule e servizi igienici. Gli allarmi antincendio e le luci di emergenza, elementi imprescindibili per un edificio scolastico, sono stati completamente manomessi, mentre l’ascensore è stato forzato fino all’impossibilità di utilizzo.

Danni materiali nella succursale di via Contardo Ferrini

Il bilancio preliminare, diffuso dalla stessa amministrazione metropolitana, indica una perdita economica di circa 200 000 euro, cifra che non contempla nemmeno le dotazioni tecnologiche e le attrezzature didattiche ancora presenti nei locali. Sedie e banchi, gettati sul pavimento come detriti, sono stati raccolti in modo parziale, ma la maggior parte è andata distrutta o resa inutilizzabile.

Sui muri, oltre ai graffi da martello, spiccano simboli offensivi, tra cui cripte svastiche, che hanno ulteriormente aggravato la gravità del vandalo.

Porta tagliafuoco e sistemi di sicurezza compromessi

Le porte REI, progettate per contenere incendi e garantire l’evacuazione sicura, sono state eliminate in toto, lasciando l’intera struttura vulnerabile. L’intervento sulla rete di allarme ha incluso il disattivamento del sistema antincendio e la rimozione di tutti gli estintori, alcuni dei quali trovati vuoti nei contenitori di emergenza. Queste azioni hanno trasformato la sede in una zona a rischio, rendendo impossibile la ritorno degli alunni senza una completa riqualificazione.

Impatto sulla didattica e risposta dell’amministrazione

Di fronte a una scuola resa inservibile, la Città metropolitana di Roma – responsabile di più di 360 edifici scolastici nella capitale e provincia – ha comunicato l’impossibilità di intervenire immediatamente per via di carenze di bilancio. Il consigliere Daniele Parrucci, delegato all’edilizia scolastica, alla formazione e all’impiantistica sportiva, ha dichiarato: “La scuola è inagibile e non ci sono i fondi per intervenire nell’immediato“.

Per garantire la continuità degli insegnamenti, l’amministrazione sta valutando due scenari concreti: il ricorso alla didattica a distanza (Dad) per tutti gli alunni della sede, oppure l’organizzazione di doppi turni nella sede centrale dell’istituto, dove le aule sono ancora disponibili. Nessuna delle due opzioni è stata ancora definita, e la tempistica di eventuali lavori di ricostruzione resta incerta.

Parrucci ha sottolineato che, sebbene il diritto dei giovani alla protesta sia riconosciuto, gli atti criminosi perpetrati nella sede non possono essere giustificati. “Rispettiamo pienamente il diritto dei ragazzi a manifestare per una scuola più giusta“, ha affermato, “ma quando le proteste degenerano in distruzione, parliamo di reati”.

Nel frattempo, le famiglie, i docenti e gli studenti si trovano ad affrontare un periodo di grande incertezza. L’assenza di una soluzione immediata comporta disagi logistici, possibili spostamenti lunghi e l’onere economico di adeguare le proprie routine a nuove modalità di apprendimento.

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