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AbbVie Italia, investire per crescere con farmaci innovativi

Campoverde di Aprilia, 7 nov. (askanews) – Investire per crescere e sviluppare soluzioni terapeutiche innovative. Questa la mission di AbbVie, azienda biofarmaceutica globale, che in Italia trova espressione nel polo produttivo di Campoverde di Aprilia, vicino Latina, dove si sviluppano principi attivi e si producono farmaci innovativi per il trattamento di patologie gravi, tra cui le malattie croniche autoimmuni come artrite reumatoide e psoriasi.

Qui AbbVie Italia ha organizzato l’evento “Il valore dell’innovazione per una crescita sostenibile” per fare il punto sul ruolo del settore farmaceutico nella nostra economia e offrire la possibilità di visitare il sito che si estende su un’area di 270.000 metri quadrati.

Un polo all’avanguardia, come sottolinea l’amministratore delegato di AbbVie Italia Fabrizio Greco: “Quello che AbbVie ha fatto era pensare quali erano le strategie future e innovarsi in modo tale da poterle affrontare con successo. Questo è avvenuto a livello globale quando alcuni anni fa abbiamo cambiato la nostra struttura aziendale e siamo diventati un’azienda biofarmaceutica orientata a trovare soluzioni per patologie importanti; l’abbiamo fatto qui a Campoverde – sottolinea Greco – investendo 130 milioni di euro negli ultimi anni per continuare ad aggiornare i nostri processi produttivi e rimanere competitivi e all’avanguardia in un contesto che ha una dinamica di competizione globale. In generale il farmaceutico ha nel suo dna l’innovazione e la ricerca di nuove terapie”.

Una realtà importante anche per l’economia del territorio, come spiega la direttrice del polo produttivo Daniela Toia: “Lo stabilimento di Campoverde è un polo di eccellenza produttiva che ad oggi ha circa 800 dipendenti diretti, ma considerando l’indotto occupa circa 1000 persone. Nel corso degli ultimi anni lo stabilimento si è molto espanso grazie a ingenti investimenti che sono stati effettuati, parliamo di circa 130 milioni di euro che sono stati impiegati per ampliare le capacità produttive dello stabilimento farmaceutico e dello stabilimento chimico per supportare anche la produzione di farmaci innovativi, tra cui farmaci per il trattamento di malattie autoimmuni. Questi investimenti sono stati impiegati per ampliare la capacità produttiva ma soprattutto per introdurre nuove tecnologie, un più alto livello di automazione che – conclude – ci garantisce il massimo livello di qualità e anche il massimo livello di sicurezza nel controllo dei nostri processi”.

L’industria farmaceutica italiana è leader in Europa, con numeri importanti per l’economia del nostro Paese. I dati emersi da un’indagine Doxa illustrati durante l’evento parlano di 32 miliardi di valore della produzione, in crescita del 22% in 10 anni, 3 miliardi di investimenti, 66.000 occupati.

Un settore in pieno sviluppo, come ha evidenziato Greco: “E’ importante che venga riconosciuto il valore che il nostro settore può portare. Perché l’investimento maggiore che ci sarà nei prossimi anni nel mondo – avverte Fabrizio Greco – sarà nella Ricerca e Sviluppo farmaceutica che porta sicuramente un impatto economico positivo, porta conoscenze all’interno del Sistema sanitario nazionale e porta benessere per le persone. Ecco, se nelle nostre interazioni con le istituzioni riuscissimo ad avere la consapevolezza che questo valore viene percepito, forse insieme potremmo trovare quelle soluzioni per portarlo davvero a disposizione del nostro Paese e soprattutto dei pazienti”.

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