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Spazio, Curiosity scopre ossigeno nell’atmosfera di Marte

Milano, 13 nov. (askanews) – Ci sono tracce di ossigeno nell’atmosfera di Marte.

L’incredibile scoperta è stata effettuata dalla Nasa grazie agli strumenti presenti sul rover Curiosity operativo sul pianeta rosso dall’estate del 2012.

Analizzando la tenue atmosfera marziana, nei pressi del cratere Gale, nell’arco di tre anni marziani che corrispondono a circa 6 anni terrestri, lo strumento Sam (Sample Analysis at Mars) del rover ha rilevato che, principalmente a cavallo tra la Primavera e l’Estate marziane, si concentrano delle molecole d’ossigeno che tutti noi terrestri consideriamo uno degli elementi necessari per la presenza della vita.

La scoperta, realizzata da un team di scienziati guidati da Melissa Trainer, del Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, nel Maryland, è stata pubblicata il 12 novembre 2019 nel Journal of Geophysical Research: Planets.

Comprensibile lo stupore della comunità scientifica che ora s’interroga sulla possibile provenienza dell’ossigeno scoperto. È stato ipotizzato che le molecole di Co2 o di acqua (H2O) “spezzandosi” possano aver rilasciato ossigeno nell’atmosfera marziana, portando a un aumento di questo elemento di breve durata, tuttavia è stato calcolato che occorrerebbe cinque volte l’acqua che si pensa ci sia su Marte (sotto forma di ghiaccio o occasionalmente in forma liquida) per produrre l’ossigeno rilevato.

“Stiamo cercando di capire – ha spiegato la scienziata – il fatto che il comportamento dell’ossigeno non sia perfettamente ripetibile ogni stagione ci fa pensare che non sia un problema che ha a che fare con la dinamica atmosferica. Deve esserci una fonte chimica o un ‘pozzo’ che non possiamo ancora spiegare”.

La novità apre nuovi scenari nello studio del pianeta rosso; la presenza dell’ossigeno si associa a quella del metano; entrambi possono essere prodotti sia biologicamente (dai microbi, ad esempio) che geologicamente. Le ipotesi sono suggestive e gli scienziati sono già all’opera per risolvere questo nuovo affascinante enigma che è già una pietra miliare nella conquista dello Spazio e potrebbe rappresentare un’occasione per riscrivere la storia dell’evoluzione del sistema solare.

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