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Addio a Kobe Bryant, la leggenda del basket muore a 41 anni

Los Angeles, 27 gen. (askanews) – Una folla di migliaia di persone si è riunita davanti allo Staples center, tempio del basket di Los Angeles dove è nato e cresciuto il mito di Kobe Bryant, l’ex giocatore dei Los Angeles Lakers morto a soli 41 anni in un incidente di elicottero, insieme alla figlia. I due stavano andando proprio a giocare una partita di basket, sport in cui anche la 13enne Gianna Maria eccelleva, alla Mamba sports Academy, centro di proprietà del giocatore a Thousand Oaks. L’elicottero, per cause da accertare, partito dal John Wayne Airport, a sud est di Los Angeles è precipitato intorno alle 9 del mattino a Calabasas. Nell’incidente, durante il quale l’elicottero ha preso fuoco, non lasciando scampo a chi era a bordo, sono morte altre 7 persone. Gli inquirenti per ora hanno sottolineato che era una mattina molto nebbiosa.

“I vigili del fuoco hanno lavorato per spegnere l’incendio e preservare il luogo dell’incidente per le indagini che sono ancora in corso – ha spiegato lo sceriffo Alex Villanueva, confermando il numero delle vittime.

Bryant lascia la moglie e altre tre figlie e un vuoto nel mondo dello sport mondiale. Sotto choc colleghi e fan, tanti hanno voluto ricordarlo. Fra questi gli Shaquille O’Neal, con cui ha formato una delle coppie mitiche del basket: “Kobe era molto più di un atleta, era un uomo di famiglia, vorrei abbracciare i suoi figli come fossero i miei”. E poi Magic Johnson che lo definisce “un amico, una leggenda, un mentore. È difficile da accettare”, aggiunge; Pau Gasol “sono devastato – scrive – il mio fratellone, non ci posso credere”. E poi personalità come Barack Obama, l’ex presidente degli Stati Uniti. “Kobe era una leggenda sul campo – dice – e aveva appena cominciato quello che sarebbe stato un altrettanto significativo secondo atto”.

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