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Raffaello in mostra a Roma: un artista globale che amava le donne

Roma, 4 mar. (askanews) – Entrando alla mostra “Raffaello 1520-1483” (titolo che ha le date di nascita e morte invertite) alle Scuderie del Quirinale a Roma il visitatore si trova di fronte alla riproduzione a grandezza naturale della monumentale tomba al Pantheon (commissionata alla Factum Foundation for digital Technology in conservation). Da qui si parte per un gigantesco flashback, dalla sua morte, avvenuta 500 anni fa a soli 37 anni, verso la grazia e la leggerezza di un artista simbolo del Rinascimento.

Tra le 204 opere in mostra fino al 2 giugno 2020, 120 dello stesso Raffaello Sanzio, due autoritratti de L’Urbinate, “L’autoritratto con amico” (1518-1519) arrivato dal Louvre e l’incantevole “Autoritratto” da giovanissimo che arriva dagli Uffizi. E poi tra il celebre “Ritratto di Baldassarre Castiglione” e la grande tela di “Leone X”, c’è una lettera importantissima, come spiega il presidente e amministratore delegato Ales Scuderie del Quirinale Mario De Simoni:

“La lettera che Baldassarre e Raffaello pensano di mandare a Leone X, poi in realtà non è mai stata inviata a quanto pare. È una lettera che pone le basi della moderna teoria della tutela, da questo punto di vista straordinario i visitatori ne potranno leggere ampi stralci”.

“Questa mostra per la prima volta presenta nella stessa sede i ritratti di Giulio II (dalla National Gallery di Londra, ndr) e Leone X, non è mai accaduto nella storia, cioé i due grandi papi che fecero grande Roma e fecero grande Raffaello”.

I migliori esperti di Raffaello di tutto il mondo riuniti in un comitato scientifico hanno contribuito alla realizzazione di questa grande mostra con gli Uffizi, che ha prestato 49 opere. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt:

“Raffaello guidava la sua bottega come una start-up digitale di oggi, non come un generale che dava ordini, ma lasciando a tutti quanti lo spazio creativo e proprio per questo dopo la sua morte prematura nel 1520 la generazione degli allievi diffuse il suo stile, i suoi ideali artistici e umanistici in tutta l’Italia, in tutto il mondo”.

La sua morte è di estrema attualità:

“Raffaello che morì dopo 8 giorni di febbre altissima, all’età di soli 37 anni, non sapremo mai di quale virus è morto, perché non c’erano le analisi, ma il pericolo delle malattie, l’altro grande pericolo era quello della guerra, ed è rimasto tale, purtroppo questa è l’attualità che Raffaello ha ancora oggi”.

Dagli Uffizi arriva anche “La Velata”, messa accanto alla “Fornarina” prestata da Palazzo Barberini a Roma. E poi da Monaco di Baviera (Bayerische Staatsgemaeldesammlungen, Alte Pinakothek) arriva la “Madonna Tempi”, dagli Uffizi l’altra “Madonna con il bambino” (o Madonna del Granduca). Dal Prado arriva “La Madonna della Rosa”, da Washington la “Madonna d’Alba”. La mostra è curata da Matteo Lafranconi e Marzia Faietti:

“Io dico sempre che Raffaello era un artista che capiva le donne, capiva l’animo umano. Descrivere la bellezza non è facile, bisogna prima vederla, vedere la bellezza in una donna, significa vedere la bellezza nelle donne. Raffaello è realmente stato un artista globale, la diffusione delle sue invenzioni in Europa, ma anche in altri continenti attraverso le incisioni”, ha spiegato Faietti.

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