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Virus Nipah in India e possibili rischi per l'Italia: ecco le indicazioni dal Ministero della Salute

Virus Nipah

Virus Nipah in India: due casi tra operatori sanitari a Bengala Occidentale, rischio per l’Italia resta molto basso secondo Ministero e autorità.

Il virus Nipah, raro patogeno di origine animale, ha recentemente destato attenzione internazionale a seguito di due casi confermati in India tra operatori sanitari. Sebbene possa trasmettersi dagli animali all’uomo e, più raramente, tra persone, le autorità sanitarie italiane ed europee sottolineano che il rischio per l’Italia rimane «molto basso». Il Ministero interviene e fa chiarezza.

Il virus Nipah: il quadro attuale e il rischio in Italia

In risposta ai casi indiani, il Ministero della Salute ha convocato la rete nazionale di monitoraggio epidemiologico, comprendente il Dipartimento della Prevenzione, l’Istituto Superiore di Sanità, l’INMI Lazzaro Spallanzani, esperti e rappresentanti regionali.

La valutazione complessiva è stata chiara: “La rete riunita oggi ha valutato come molto basso il rischio di trasmissione in Italia e in linea con gli altri Paesi non sono previste né necessarie restrizioni ai viaggi“, ha dichiarato Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie.

Le autorità insistono sulla sorveglianza costante e sulla comunicazione immediata di eventuali cambiamenti nel quadro epidemiologico. Ai viaggiatori diretti nell’area interessata si consiglia di evitare contatti con animali domestici o selvatici, di non consumare alimenti potenzialmente contaminati da pipistrelli e di non bere linfa di palma da dattero cruda.

Virus Nipah, sintomi e rischio contagi in Italia: il Ministero fa chiarezza

Il virus Nipah, patogeno raro di origine zoonotica, può essere trasmesso dagli animali selvatici e domestici agli esseri umani, con un rischio di contagio da persona a persona generalmente basso. Dopo la conferma di due casi tra operatori sanitari nello stato indiano del Bengala Occidentale, il Ministero della Salute italiano ha chiarito che il pericolo per il nostro Paese resta «molto basso».

La segnalazione dei casi, giunta all’Organizzazione mondiale della sanità il 26 gennaio, ha riguardato personale dello stesso ospedale privato a Barasat: uno dei contagiati avrebbe necessitato di ventilazione, mentre l’altro avrebbe mostrato un miglioramento dopo sintomi neurologici iniziali.

Le autorità locali avrebbero isolato oltre 190 contatti, risultati negativi, circoscrivendo così l’evento al contesto sanitario. Come spiegato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, la probabilità che il virus raggiunga l’Europa attraverso viaggiatori infetti è considerata «improbabile», anche perché i pipistrelli della frutta, serbatoio naturale del virus, non sono presenti nel nostro continente. In sintesi, pur trattandosi di un virus con potenziale di trasmissione interumana, il rischio per l’Italia e l’Europa rimane molto contenuto grazie a misure di controllo mirate e alla limitata diffusione finora registrata.