La co-leader di Alternative für DeutschlandAlice Weidel ha tenuto una conferenza stampa al parlamento europeo a Strasburgo dove ha ribadito la centralità della sovranità statale nella gestione delle frontiere e nell’organizzazione dell’integrazione europea. Nel suo intervento Weidel ha sostenuto che «la protezione dei confini è una prerogativa degli Stati sovrani» e ha collegato questa affermazione a una critica diretta al funzionamento dell’area Schengen, definendo possibile la scelta di abbandonare l’accordo se non dovesse garantire la sicurezza nazionale.
Le dichiarazioni di Weidel e le richieste sul futuro di Schengen
Nella sede istituzionale di Strasburgo, la leader tedesca ha spiegato che, se l’Unione europea non fosse in grado di assicurare la tutela delle frontiere esterne, «allora spetta ai singoli Stati sovrani proteggere i propri confini nazionali». Weidel ha inoltre proposto che i governi nazionali abbiano il potere di porre il veto e di «chiamarsi fuori da questo caos», sostenendo che la perdita di controllo sulle frontiere rischia di compromettere la sicurezza e l’identità dei cittadini.
Nel suo intervento ha affermato con tono netto: «Non è questo ciò che l’Europa dovrebbe rappresentare».
Appello alla detenzione e all’espulsione
Weidel ha usato un linguaggio duro sul tema dell’immigrazione, sostenendo che chi causa «scompiglio» nei paesi europei «non devono essere i benvenuti; devono essere trattenuti e, successivamente, espulsi». Questa posizione ribadisce l’orientamento restrittivo del suo partito in materia di controllo delle frontiere e rimarca l’importanza per AfD di riportare competenze migratorie e di sicurezza all’ambito nazionale.
Partecipazione all’evento “Un nuovo patto per l’Europa” e dinamiche nel gruppo Esn
La presenza di Weidel a Strasburgo era collegata anche all’evento intitolato “Un nuovo patto per l’Europa” una piattaforma in cui il suo partito e i alleati stanno cercando di promuovere un modello di Unione basato su Stati nazionali più forti. Allo stesso tempo, il gruppo politico europeo Esn di cui AfD fa parte, si trova a fronteggiare una verifica interna dopo accuse di violazioni dei valori dell’Unione mosse dall’Autorità per i partiti politici europei. La discussione sui controlli interni e sulle possibili sanzioni finanziarie è tuttora aperta.
Nel corso delle consultazioni, l’Esn ha preparato una memoria difensiva in cui contesta alcune contestazioni come legate a episodi antecedenti alla costituzione formale del gruppo e del partito stesso. Tra le misure proposte per mitigare le conseguenze, il gruppo preferisce strumenti meno drastici rispetto alla cancellazione dal registro dei partiti europei, suggerendo ad esempio il «richiamo» o la «sospensione temporanea dei finanziamenti» come alternative alla perdita definitiva dei fondi.
Nel documento che accompagna le posizioni del movimento si punta inoltre a introdurre nuove regole interne per garantire il rispetto delle norme comunitarie da parte dei partiti nazionali affiliati, mentre si contesta agli investigatori un uso eccessivamente soggettivo di criteri interpretativi nel valutare le violazioni dei valori dell’Ue. Le discussioni interne al gruppo Esn riflettono tensioni più ampie sul rapporto tra sovranità nazionale e vincoli europei.
Il dibattito emerso a Strasburgo mette a fuoco due questioni collegate: da un lato la proposta politica esplicita di Weidel per ridare margini di autonomia agli Stati in materia di frontiere e sicurezza, dall’altro le implicazioni istituzionali per il gruppo politico europeo coinvolto nelle indagini. Queste dinamiche segnano una frattura evidente tra chi propone un rafforzamento delle competenze nazionali e chi invece invoca il mantenimento delle tutele e delle regole comunitarie a livello europeo.
Il confronto in aula e nei corridoi del Parlamento europeo continua ad essere monitorato da osservatori e attori politici, con la questione dei confini e delle responsabilità sovranazionali al centro di un confronto che, come mostrano le iniziative a livello di gruppo e le posizioni pubbliche dei leader, non è destinato a spegnersi velocemente.
