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Ylenia Musella, la giovane uccisa a Napoli doveva comparire a processo per truffa ad una anziana

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Emergono dettagli sulla vicenda giudiziaria di Ylenia Musella, la ragazza di 22 anni uccisa dal fratello nei giorni scorsi a Napoli, che avrebbe dovuto affrontare un processo per truffa a L’Aquila prima della sua morte.

Secondo quanto ricostruito, Ylenia Musella era stata arrestata lo scorso novembre in relazione a un’indagine per truffa ai danni di una donna di circa 90 anni residente nella provincia de L’Aquila. Il raggiro avrebbe coinvolto, oltre alla giovane, anche un altro soggetto minorenne, entrambi accusati di sostituzione di persona, violazione di domicilio e truffa aggravata.

La truffa, contestata dall’accusa, sarebbe consistita nell’inganno messo in atto per convincere l’anziana ad aprire la porta di casa con la promessa di notizie preoccupanti riguardanti una parente, inducendola così a consegnare denaro o beni nella convinzione di aiutarla.

Processo fissato a metà febbraio

La giovane si sarebbe dovuta presentare a metà febbraio presso il tribunale de L’Aquila per la celebrazione dell’udienza di direttissima, in cui avrebbe dovuto rispondere alle accuse mosse nei suoi confronti.

La notizia del procedimento ha suscitato ulteriore interesse pubblico dopo il tragico epilogo della sua vita, avvenuto prima che il caso giudiziario potesse essere definito in aula.

Un destino segnato da tragedia

La vicenda di Ylenia Musella ha colpito l’opinione pubblica per la sua fine drammatica: la giovane, uccisa con una coltellata alla schiena a Napoli da suo fratello, non ha potuto affrontare il processo che la vedeva coinvolta per fatti accaduti mesi prima.

L’evolversi della storia — dal procedimento per truffa alla morte violenta — ha acceso dibattiti e riflessioni sulla complessità delle dinamiche familiari e giudiziarie che circondano la tragedia.