Cosa sono le staminali?

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Cosa sono le staminali?

Il termine “staminali” può essere ricondotto a origini diverse. In greco “stamis” indica il montante di una nave, mentre in latino “stamen” è il filo dell’ordito di un tessuto. In inglese la parola “staminale” (stem) vuol dire germoglio e, forse, è il significato più pertinente. In ogni caso, ci si riferisce ad una parte fondamentale.

Le staminali sono cellule indifferenziate, cioè non ancora specializzate per diventare le componenti di un determinato organo o tessuto. Il loro ruolo è quello di sostituire le cellule che naturalmente muoiono o si danneggiano. Per svolgere questo compito, le staminali devono specializzarsi con un processo che si chiama “differenziazione cellulare”.

Le staminali, dunque, sono capaci di trasformarsi in diversi tessuti dell’organismo (per esempio, in cellule della pelle, nervose, del sangue, ecc.). Attualmente le staminali vengono utilizzate per curare alcune importanti malattie. Le cellule utilizzate sono solo quelle provenienti da organismi adulti o dal sangue del cordone ombelicale, sia per questioni etiche sia per risultati pratici.

Tra le cellule adulte più utilizzate ci sono quelle ematopoietiche, cioè quelle indifferenziate che si trovano nel midollo osseo e che sono capaci di dare origine a tutte le cellule del sangue (globuli bianchi e rossi).

Vengono impiegate nella cura di alcuni tumori del sangue come la leucemia o i linfomi. Per le stesse malattie vengono utilizzate anche le staminali del sangue del cordone ombelicale. Le staminali adulte possono essere prelevate dal malato stesso, fatte crescere in laboratorio e poi reimpiantate nell’organismo, come avviene nella cura di importanti malattie genetiche. Le staminali possono anche essere donate da una persona sana ad un malato: è, per esempio, quello che succede di solito per la cura delle leucemie.

Gli scienziati hanno molta fiducia nelle cellule staminali, che in futuro potrebbero curare alcune malattie come Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla e lesioni spinali, oppure dell’apparato cardiovascolare (ictus).

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