Campagna referendaria contro la riforma Fornero: dove votare COMMENTA  

Campagna referendaria contro la riforma Fornero: dove votare COMMENTA  

Da metà ottobre è iniziata la campagna referendaria con relativa raccolta firme contro la riforma Fornero, eppure i media stanno boicottando l’iniziativa semplicemente tramite il totale black out dell’informazione.


Nessuno parla, nessuno promuove, Idv, dopo gli scandali di Di Pietro è andato in tilt, Sel è concentrata sulle primarie e sulla campagna elettorale di Vendola( candidato presidente) e la stessa cosa accade al PD e si corre il rischio di non dare impatto mediatico sufficiente a garantire la riuscita dell’operazione.


Queste le  naturali preoccupazioni dei comitati organizzatori ( ad oggi sono state raccolte 250 mila firme) i quali temono di non raggiungere l’obiettivo di 500 mila firme entro fine anno che, per essere depositate in tutta sicurezza, dovrebbero arrivare almeno a 700 mila.


I quesiti referendari sono quattro:

abolizione dell’art 8 dello statuto dei lavoratori ( se restasse tale non  verrebbero rispettati più i contratti collettivi del lavoro)

rispristino dell.art.18 ( a causa della riforma Fornero oggi  se un lavoratore viene licenziato senza giusta causa, dovrebbe pagarsi le spese legali per impugnarlo e anche se venisse ritenuto illegittimo l’azienda avrebbe la facoltà di non reintegrarlo al lavoro)

riforma delle pensioni (per evitare  di andare in pensione a 70 anni)

eliminare la diaria ai parlamentari ( inaccettabile in un momento di crisi)

Per tutti questi motivi i comitati romanio hanno chiamato a raccolta i cittadini che stamattina hanno letteralmente preso d’assalto Viale Mazzini, sede della Rai.

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Si è trattato di un “flash mob” piuttosto aggressivo dal punto di vista mediatico, anche se pacifico, reso ancora più rumoroso grazie all’intervento di studenti di vari licei capitolini. Ieri sera il direttore generale Rai Luigi Giubitosi, presagendo i tumulti,aveva diramato un comunicato stampa ai tg chiedendo di “dare ampio e adeguato risalto alla raccolta firme in corso in tutta Italia per i referendum popolari”, ma ovviamente  alle parole dovranno seguire i fatti, visto che il muro del silenzio non è stato abbattuto.

Le occasioni per racimolare firme non mancano, anche perchè sono previste manifestazioni nazionali di grande rilievo, foriere solitamente di buoni incassi, ma a parte tali ghiotte occasioni , il lavoro di cesello vede come principali forze in essere la federazione di sinistra ( rifondazione comunista e pdci) , Fiom e Alba, oltre a qualche altra sparuta associazione .

Intanto la corsa prosegue ed il tempo stringe: a fine anno si dovranno tirare le somme. Carmine Fotia,uno dei promotori dei quesiti afferma :” Dicembre sarà un mese di mobilitazione di tutti i comitati”. Per riuscire nell’intento si provvederà ad allestire centri di raccolta permanenti per tutto il mese di dicembre feste incluse e aderiranno all’iniziativa i centri sociali occupati, il Teatro Valle, il Cinema Palazzo, Cinecittà ed il Teatro di Ostia.

 

 

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