Reflusso gastroesofageo: sintomi, dieta, rimedi naturali COMMENTA  

Reflusso gastroesofageo: sintomi, dieta, rimedi naturali COMMENTA  

Un disturbo fastidioso e sempre più diffuso: ecco un elenco con utili consigli per controllare il reflusso gastroesofageo senza abusare di farmaci antiacidi

Sembra di non aver mai digerito. Con fastidio più o meno intenso, abbiamo l’impressione che gli acidi dello stomaco risalgano su fino in gola, specie la sera al momento di coricarci: si tratta del disturbo noto con il nome di reflusso gastroesofageo, che lede la qualità della vita e del sonno di circa il 40 % delle popolazione italiana. E la nostra percezione corrisponde esattamente a ciò che accade, cioè alla risalita dei succhi gastrici nel tubo digerente.


I sintomi sono abbastanza facili da individuare ed i principali si manifestano con bruciore e dolore retrosternale, con la sensazione di un blocco al petto che inficia la respirazione. Nei casi più persistenti ed acuti, però, gli stessi malesseri possono essere riconducibili anche ad altre patologie, come ad esempio l’ernia iatale, anch’essa sempre più diffusa, ma accertabile solo con una gastroscopia.


Ogni giorno siamo bombardati da pubblicità di antiacidi che promettono di alleviare i sintomi, restituendoci il piacere di mangiare senza pensieri: ma i farmaci sono l’unica soluzione possibile? Secondo i gastroenterologi, anche una corretta alimentazione e l’adozione di un più sano stile di vita possono non solo ridurre i fastidi, ma addirittura prevenire nel lungo termine il presentarsi del disturbo stesso.


Bisognerebbe ridurre, o meglio evitare del tutto, il consumo di caffè, cioccolato, cibi grassi, cibi fritti e alcolici. Esistono poi degli alimenti già acidi di per sé, come agrumi e pomodori e fibre vegetali difficilmente digeribili come quelle della lattuga. Quindi, per chi soffre di reflusso, anche una bella insalata, apparentemente consigliabile per chiunque, può essere causa scatenante dei sintomi.

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Le mamme e le nonne consigliano spesso di mangiare un pezzo di pane, dei cracker o dei grissini, che “assorbono” se avvertiamo bruciore di stomaco, ma l’assunzione di troppi carboidrati può portare ad un aumento di peso, nemico del benessere dell’apparato digerente. Per essere al riparo dal reflusso gastroesofageo, pertanto, il nostro girovita deve rientrare nei livelli di guardia: per gli uomini 94 cm, per le donne 80 cm.

Essenziale anche non “strafogarsi”, soprattutto a cena, e non coricarsi subito dopo mangiato. Anche il fumo andrebbe abolito e non si dovrebbero masticare chewing gum per non ingerire troppa aria.

Una corretta respirazione ed una postura che non si rifletta sulla motilità del muscolo diaframmatico sono di grande aiuto per la prevenzione: bene yoga e ginnastica posturale, quindi.

Questo per quanto riguarda quello che possiamo fare attivamente ogni giorno per combattere il reflusso gastroesofageo. Ma c’è un altro fattore scatenante che dipende un po’ meno dalla nostra volontà: lo stress!

Ed è qui che il gioco si fa duro: imparare a lasciarsi scivolare addosso i problemi senza arrabbiarsi o angosciarsi non è per niente facile… Tra i vari rimedi più o meno noti, vi consigliamo di provare a premere con le dita di una mano lo spazio tra la seconda e terza nocca dell’altra, poiché la pressione in questo punto attiva i centri nervosi che rilassano la zona del cuore, regalando immediatamente un senso di calma.

Se mi sentirò sotto stress, un tentativo me lo concederò. Provateci anche voi e fateci sapere se funziona!

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