Trump mai intercettato per ordine di Obama, secondo l'FBI
Trump mai intercettato per ordine di Obama, secondo l’FBI
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Trump mai intercettato per ordine di Obama, secondo l’FBI

donald trump pp

L’ex presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama non avrebbe mai ordinato di intercettare il suo successore alla Casa Bianca Donald Trump.

E’ quanto ha affermato il presidente della Commissione Intelligence alla Camera David Nunes, che in apertura dell’audizione parlamentare ha dichiarato che, stando alle verifiche condotte finora, non sarebbe emersa alcuna traccia di intercettazioni presso la Trump Tower. Non è però da escludere, ha precisato Nunes, che possano essere state condotte “altre attività di sorveglianza”.

Anche il direttore dell’FBI James Corney ha confermato, sempre nel corso dell’audizione, che, nonostante i controlli approfonditi (“abbiamo guardato molto attentamente”, ha specificato James Corney riferendosi alle attività svolte sia dall’FBI, sia dal Dipartimento di Giustizia USA), non ci sono “informazioni a sostegno” di quanto affermato da Trump via Twitter circa le presunte intercettazioni ordinate da Barack Obama nei suoi confronti. Corner ha poi voluto sottolineare che neppure il presidente degli Stati Uniti d’America può decidere di intercettare un altro cittadino americano in quanto si tratta di una opzione estrema e la cui realizzazione viene concessa solo a seguito di una rigorosa analisi.

Proseguono le indagini sul Russiagate

Nel frattempo proseguono le indagini federali su possibili connessioni in campagna elettorale fra l’allora candidato repubblicano Donald Trump e la Russia.

Dalla Casa Bianca è arrivato un commento su questo argomento, affidato al portavoce Sean Spicer. Quest’ultimo ha voluto precisare che “indagare e avere prove sono cose diverse” e che “non ci sono prove” di rapporti fra Donald Trump e Mosca. Lo stesso Sean Spicer ha poi aggiunto che il presidente Trump non intende in alcun modo ritrattare le accuse rivolte a Barack Obama in tema di intercettazioni, nonostante in commissione alla Camera stia emergendo una sostanziale assenza di prove. Piuttosto, Spicer ha di nuovo lanciato il sospetto che ad avere rapporti con la Russia ai tempi della campagna elettorale sia stata la candidata democratica Hillary Clinton.

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