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Accordo diesel con Putin: le conseguenze per l’aiuto USA a Kiev

Accordo diesel con Putin: le conseguenze per l’aiuto USA a Kiev

Zelensky accusa Trump di regalare armi al nemico con il nuovo accordo diesel.

Il 22 settembre 2026, sul ciglio dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un accordo per acquistare milioni di tonnellate di diesel dalla Russia. L’iniziativa, descritta dal presidente americano come un intervento per ridurre i prezzi del carburante negli USA, prevede la sospensione temporanea delle sanzioni contro Mosca, una scelta che ha colto alla sprovvista l’Ucraina, già alle prese con incessanti attacchi di droni e missili.

Reazione di Zelensky: un’accusa di “regalo a Putin”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha subito definito l’accordo una decisione debole e un regalo a Putin sostenendo che i fondi derivanti dalla vendita del diesel rafforzerebbero la macchina bellica russa. Il leader di Kiev ha anche intensificato gli attacchi ai raffinerie russi, spingendo Trump a chiedere la sua sostituzione.

Nonostante la pressione, Zelensky ha ribadito che qualsiasi passo di de-escalation deve essere reciproco, mantenendo la propria linea contro le raffinerie finché Mosca non smetterà di bombardare l’Ucraina.

Supporto interno e critiche contrapposte

Inusuale è il sostegno che Zelensky ha trovato anche tra i suoi più accesi detrattori. L’ex presidente Petro Poroshenko ha difeso il capo di governo, osservando che la Russia è l’unico vero “candidato a capo” della crisi.

Parallelamente, il parlamentare di opposizione Mykola Knyazhitskiy ha sottolineato come le richieste di Trump di un nuovo leader ucraino finiscano per rafforzare la popolarità di Zelensky sia a Kiev sia tra gli alleati europei.

Rischi di un “Trump ferito”: intelligence, Starlink e vendite di armi

Tim Willasey-Wilsey, ex diplomatico britannico e ricercatore del Royal United Services Institute, avverte che Zelensky potrebbe calcolare un indebolimento di Trump dopo le elezioni di metà novembre, quando alcuni repubblicani hanno iniziato a dissentire sul diesel. Tuttavia, il presidente americano potrebbe reagire tagliando la collaborazione di U.S. intelligence o chiedendo a Elon Musk di sospendere il servizio Starlink cruciale per le comunicazioni militari ucraine. Il Financial Times ha inoltre segnalato che l’amministrazione Trump ha minacciato di bloccare il programma che permette agli alleati di acquistare armi statunitensi per Kiev, il che creerebbe un vuoto logistico significativo.

Le opinioni europee e la pressione sui rischi di Putin

Nathalie Tocci, consulente per la politica estera dell’Unione Europea, sostiene che la capacità di Trump di costringere Kiev a un accordo è diminuita, poiché ha già ridotto il supporto militare. La premier ungherese Viktor Orbán, già in difficoltà con Kiev, ha espresso preoccupazione per il possibile indebolimento della pressione occidentale su Mosca. Anche l’ex deputata Ivanna Klympush-Tsintsadze ha affermato che Putin non è disposto a confliggere su un cessate il fuoco, definendo il diesel deal come “un investimento nella guerra che deve finire”.

Prospettive future: l’impatto sui prossimi mesi

Con le elezioni di metà novembre alle porte, il dibattito interno negli USA potrebbe influenzare le decisioni di Trump riguardo all’Ucraina. Se la sua popolarità dovesse diminuire, la probabilità di un taglio netto al sostegno militare e di intelligence aumenterebbe. Contemporaneamente, l’Unione Europea ha annunciato l’intenzione di ampliare il proprio elenco di sanzioni contro la Russia, aggiungendo circa 1.600 nuove persone e entità, per compensare la rivista politica americana. Per Zelensky, la sfida resta duplice: mantenere la pressione su Mosca senza provocare una reazione che possa far perdere a Kiev il supporto più cruciale, quello americano.

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