Il 23 marzo 2026 il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti e la società francese TotalEnergies hanno annunciato un’intesa che pone fine ai piani per due impianti di eolico offshore lungo la costa orientale. Secondo il comunicato ufficiale, la società rinuncerà alle concessioni contestate e riconvertirà capitali verso progetti di gas naturale e LNG sul suolo statunitense.
L’accordo prevede il rimborso da parte del governo americano fino all’ammontare originariamente pagato per le gare d’asta e l’impegno di TotalEnergies a investire circa $928 milioni in progetti energetici nazionali, incluso il potenziamento del sito di Rio Grande LNG in Texas. Le autorità hanno presentato l’intesa come una misura volta a ridurre i costi per le famiglie e a rafforzare la sicurezza energetica.
Cosa prevede l’accordo
L’intesa stabilisce che gli Stati Uniti interromperanno le concessioni marine indicate e rimborseranno la società «dollaro per dollaro» fino alle cifre versate durante le aggiudicazioni. In cambio, TotalEnergies si obbliga a concentrare gli investimenti negli Stati Uniti in attività di upstream e nella costruzione di infrastrutture per il LNG. I funzionari dell’amministrazione hanno descritto l’operazione come un modo per evitare «sussidi ideologici» all’industria eolica e per privilegiare fonti giudicate più affidabili per la fornitura a breve termine.
Le concessioni cancellate e i rimborsi
Le concessioni interessate sono identificate come OCS-A 0535 e OCS-A 0538. La prima, relativa all’area Carolina Long Bay, era stata eseguita con un pagamento di $133,333,333; la seconda, nella New York Bight, risultava legata a un versamento di $795,000,000. Il governo ha confermato che procederà alla cancellazione delle due concessioni e al rimborso delle somme versate, nel rispetto dei termini pattuiti.
Impegni di investimento di TotalEnergies
Nell’accordo la compagnia si impegna a reinvestire circa $928 milioni in progetti specifici per il 2026: lo sviluppo dei treni 1-4 del Rio Grande LNG in Texas e attività upstream sia convenzionali nel Golfo sia legate allo shale gas. Il CEO Patrick Pouyanné ha dichiarato che tali scelte favoriranno la produzione americana di gas e le esportazioni verso l’Europa, contribuendo anche alle necessità energetiche interne, come l’alimentazione di data center.
Implicazioni politiche e di sicurezza
L’operazione arriva in un contesto politico già teso: dall’insediamento dell’amministrazione sono state adottate misure volte a limitare lo sviluppo dell’eolico marino, motivate anche da valutazioni di carattere militare e di sicurezza. Nel corso del 2026 l’amministrazione ha dichiarato una emergenza energetica e, in dicembre, ha richiesto la sospensione dei lavori su altri cinque progetti offshore sulla base di un rapporto riservato del Dipartimento della Difesa.
Dichiarazioni ufficiali
Il segretario degli Interni Doug Burgum ha definito l’eolico offshore come «costoso, inaffidabile e dipendente da sussidi», sostenendo che l’accordo porterà energia baseload più affidabile e bollette più basse per le famiglie. L’Attorney General Pamela Bondi ha sottolineato l’aspetto della sicurezza nazionale e dei benefici economici per i consumatori. Da parte sua Patrick Pouyanné ha spiegato che TotalEnergies rinuncia ai progetti offshore negli Usa in cambio del rimborso e reinvestirà i fondi in iniziative di gas e LNG.
Cosa cambia per il settore e per i cittadini
Se l’accordo sarà portato a termine senza contenziosi prolungati, esso segnerà una battuta d’arresto per il nascente segmento dell’eolico offshore negli Stati Uniti: progetti come quello di Attentive Energy — che avrebbe dovuto alimentare oltre 1 milione di abitazioni nello Stato di New York — e il progetto Carolina Long Bay — stimato per circa 300.000 case — non vedranno più la luce nella forma prevista. Per i sostenitori delle rinnovabili si tratta di una perdita significativa in termini di capacità aggiuntiva e di obiettivi climatici; per l’amministrazione si traduce invece in maggiore disponibilità di gas e in un rafforzamento della leadership energetica statunitense.
Resta aperta la possibilità che la società rifiuti l’offerta e porti la questione in tribunale: in quel caso il governo potrebbe comunque annullare le concessioni, innescando un contenzioso costoso per entrambe le parti. L’intesa, come presentata, punta a evitare lunghe battaglie legali e a riallocare risorse finanziarie verso infrastrutture giudicate «più efficienti» dall’esecutivo.